Siete mai stati a Ciabaudo Topi? No? E allora seguitemi che vi ci porto ma… zampe in spalla, perché per visitarlo, ci vuole energia!

Infatti, Ciabaudo, è un piccolo paese che si srotola giù per le pendici di un’altura tra il Monte Carmo e il Monte Pallarea ed è piacevole visitarlo… scendendo. Rimontando, però, è una bella salita quella che attende di essere percorsa!

Indiscutibilmente, questo mi fa subito pensare a chi, in passato, qui viveva e percorreva questa strada persino con il peso delle fascine, delle gerle, della legna e dei sacchi di fieno. La tempra della gente di un tempo si riflette ancora in luoghi come questo.
Sono infatti in uno dei paesi più rurali della mia Valle, anzi, come già vi ho detto diverse volte, nominando questa splendida località, mi trovo per la precisione in una vallata che è un’arteria della Valle Argentina: la Valle Oxentina. Si tratta di una valle che collega la mia con la Val Nervia e che è anche culla del Monte Ceppo di cui ho parlato spesso.

Ciabaudo si trova sopra il paese di Badalucco, di cui è frazione, e ci si arriva prendendo la strada che sale ai Vignai .
Sono a circa 700 mt s.l.m., in piena campagna, circondata dai miei amati monti e da boschi molto floridi. Attorno a Ciabaudo, infatti, Castagni, Ulivi, Roverelle e Corbezzoli la fan da padroni ma è noto u boscu negru (bosco nero) una betullaia così fitta attraverso la quale non passano nemmeno i raggi del sole.
Il borgo in sè, invece, è baciato da Padre Sole ad ogni ora del giorno essendo situato su una cresta, a metà, tra due versanti.

Il panorama che offre è stupendo. Lo sguardo può raggiungere i primi monti sulla costa. Vedo l’amato Mar Ligure e il paese di Castellaro, adagiato sul suo altopiano.

Tra i rami spogli degli alberi, posso vedere anche il piccolo borgo di Arzene, il villaggio più vicino a Ciabaudo, che mi rimane di fianco.

Posso osservare il Monte Faudo che svetta, laggiù, con la sua inconfondibile cima piena di tralicci e ripetitori.

E scorgo persino la piccola Chiesa di San Bernardo, in pietra, che so essere vicina al candido Santuario della Madonna della Neve.

I residenti, oggi, si contano sulle dita di una zampa ma, una volta, come altri paesi della mia Valle, era assai più abitato. Mi giunge voce che fossero dai 150 ai 200 gli abitanti.
Qui, c’erano persino due Osterie e, documentandomi sul libro “I segreti della provincia di Imperia“, di Ivana Ferrando (Cappelli Editore) scopro che si chiamavano “Osteria Ciabaudo” e “La Pianola”. Di una di queste è rimasto il portico in legno.

Erano speciali nell’offrire golosi piatti tipici e buon vino.
Ciabaudo offriva e offre ancora buona terra. Le terrazze, tuttora ben visibili, ne sono testimoni. Qui si coltivava il Grano, le Patate e si raccoglievano le Castagne.

Pensate che, ancora oggi, viene usato l’essiccatoio, il quale si trova nella parte più alta del paese, in mezzo ad un Castagneto; si tratta dell’unico essiccatoio ancora funzionante di tutta Valle.

Vicino a lui riposa il crocifisso in ferro di cui ho parlato molto in passato, poiché legato a vicende toccanti accadute a diversi abitanti di questa borgata.

Ciabaudo era paese di Carbonai, Olivocoltori e Contadini. Gente ruvida, dedita al sacrificio, ma capace di emozionarsi al tempo stesso. Nel visitare questo luogo, si respira ancora l’aria della vita agreste, nutrita da questi uomini del passato, ma si possono conoscere anche diverse storie commoventi.

Il suo nome deriva dal termine – Sabaudia – ed è stato fondato, nel XVIII secolo, da una famiglia della Terra Brigasca dell’Alta Valle Argentina che proveniva dal paese di Realdo. Pare che, prima ancora, qui sorgesse proprio un sito Sabaudo.
Quando ero solo una piccola Topina ci venivo spesso a giocare a Ciabaudo poiché trascorrevo molte giornate a Zerni. Zerni e Vignai, come Argallo, sono nei dintorni e, probabilmente, anch’esse, sono state fondate dalla stessa famiglia brigasca.

Giocavo dietro la Chiesa e sotto a due grandi Ippocastani che accolgono chi qui arriva, nel primo piazzale del paese dove si può anche parcheggiare la topomobile. Oggi, di questi splendidi alberi secolari, ne è rimasto uno solo, l’altro è crollato a febbraio di quest’anno.

Qui, il paese, con una lapide di marmo bianco, ricorda i suoi caduti per la libertà.
Spesso, però, percorrevo anche il sentiero che collega “i Cianazzi” (i Piani) i prati sopra al borgo, alla radura di Monte Ceppo, chiamata in zona: Fascia Runda (tonda).
Ma il piazzale nel quale mi divertivo con altri Topini non è l’unico ad accogliere chi qui arriva. Subito dopo si palesa, in tutta la sua bellezza, la piccola piazza della Chiesa e si può dire che proprio da qui inizia il paese.

E’ una piazza intima e campestre circondata da dimore dalla forma antica, il passaggio di carrugi e la bellissima Chiesa della Madonna del Rosario. Questo edificio religioso, dai toni chiari, è del 1836 e mostra sulla sua facciata principale: la statua della Vergine, il simbolo mariano, una meridiana solare e una lunare.

Da qui, andando in su, si può arrivare ad alcune campagne, si raggiungono i Castagneti o l’edicola di San Michele. Si può scendere a Badalucco o a Montalto, oppure salire verso il Ceppo. Ma io ora voglio visitare il paese, quindi, da questa piazzetta arricchita da un bel ciottolato, mi dirigo in giù.
La strada bianca e lastricata al centro passa nel mezzo e, da una parte e dall’altra, sorgono le abitazioni che trovo una più bella dell’altra.

E’ la pietra a regnare, talvolta accesa dai toni dei colori vivaci attorno.
Accanto a queste case si possono notare attrezzi agricoli, forni a legna, piante e fiori che tingono e profumano il borgo come anche le piante aromatiche.

Non mancano un grande Alloro, la Menta e la Salvia. Ci sono generosi custi di Rosmarino e siepi modellate da quello che pare un taglio esperto.

Le aiuole e gli orti sono ben sistemati. Anche se oggi le persone vivono più verso il mare, amano salire quassù, sovente, per mantenere viva la casa e la terra che forse era dei loro padri o dei loro nonni.
L’ordine e la cura manifestano affetto verso il luogo natio di qualche parente.

Ogni tanto si scorge qualche nicchia e la statuetta di una figura religiosa che sono presenti, tra le case, per i più fedeli.
Sovente si organizzano lieti eventi come: passeggiate, celebrazioni religiose, castagnate o feste dedicate alla trebbiatura.
Anche i giovani, affezionati a questo luogo, realizzano o partecipano agli appuntamenti e mantengono in vita le tradizioni. Sono parecchi i momenti in cui si mangia tutti assieme, poiché sono tante le persone legate a questa borgata… << …Forse troppo dimenticata >> dice chi la ama.

A Ciabaudo si respira l’aria alpina che scende dalle vette più alte e la salsedine del mare poco distante. Questo connubio crea un microclima davvero eccezionale.

Si vive sotto un ampio cielo e si sorride. Si passano ore felici, in compagnia, lontano dal chiasso e dall’inquinamento delle città più caotiche e frenetiche.

I cani, liberi come i gatti che padroneggiano tra le campagne, non conoscono il guinzaglio e, lentamente, passeggiano assieme al proprio padrone godendosi la pace.

Tra i carrugi più antichi si intuisce il fascino lasciato da un tempo che fu. Pareti vetuste, finestre che han visto tanto. Qui, la frescura dell’ombra permette qualche attimo di sollievo soprattutto durante le cocenti estati in cui, anni addietro, si portavano avanti i mestieri legati alla Terra.

Una tenera erbetta cresce tra le pietre del lastricato, rendendo il tutto ancora più grazioso. Le Rondini stanno per giungere ad annunciare la Primavera.
Queste foto le ho scattate a Marzo, tra silenzio, memorie e profumi.
Allora Topi, cosa ne dite? Vi è piaciuto il tour di quest’oggi?

Bene, ne sono contenta. Adesso però, come sempre, devo lasciarvi perchè devo scrivere altri post. Voi potete continuare a godervi l’atmosfera rilassante, il passo lento e il legame con la Natura.
Vi ricordo che tutto quello che è citato in questo articolo potete trovarlo, ancor meglio descritto, su altri post. Non vi resta che andare nella sezione “cerca” del blog e scrivere cosa vi interessa conoscere: la meridiana lunare, l’edicola di San Michele, Argallo, i Santuari citati e tante altre cose vi aspettano!
Un grande abbraccio a tutti, da me e da Ciabaudo!