Oggi ritorno in Val Gavano, florida arteria della Valle Argentina, perchè ho deciso di mostrarvi le splendide località che l’arricchiscono. Sono diverse e voglio iniziare da Galei.

Per arrivare a Galei bisogna andare a destra quando si raggiunge il bivio che porta anche alle ex Caserme. Non si può sbagliare, il cartello color legno che vedete qui sopra, lo indica perfettamente.
Si attraversa Rio Gavano e si può parcheggiare subito lì, sotto le fronde degli alti alberi.

Per chi invece non sa come raggiungere Val Gavano nessun problema. Salendo in Valle, poco prima del bivio Andagna/ Molini, sulla sinistra, una strada che scende porta a Gavano. E’ una strada indicata da un cartello e si riconosce perchè in quel punto c’è anche la pensilina dove ferma la corriera.
Mi incammino per una breve via ombrosa che regala frescura, accompagnata dal torrente che mi segue scendendo vivace al mio fianco.

Sono circondata dal verde più intenso. Ci sono anche invitanti alberi da frutta, come Meli e Nespoli, e noto persino delle piante di Bambù.

Se, a monte, la terra appare ordinatamente coltivata, verso le rive del rio, invece, è una macchia intricata a regnare ma questo non impedisce, a chi passa di qui, di poter godere delle sue fresche acque. Ci sono punti in cui si possono raggiungere le pozze e angoli magnifici.

Una delle prime strutture che mi accoglie è il porticato dei lavatoi, emblema dei paesi della mia Valle, quasi sempre presenti.
Per non far inerpicare il postino a destra e a manca, le cassette delle lettere sono state posizionate qui, all’inizio della borgata. Leggo anche nomi stranieri e, infatti, informandomi, vengo a sapere che oggi ci sono solo due famiglie residenti in questa piccola frazione e sono inglesi. Una abita a Galei e una a Case Baladi, poco sopra. Ma la storia di Galei è ben diversa e non è certo stata segnata dalla solitudine.
C’era persino la Scuola qui, sapete? Si trovava per la strada che porta a Ciagin, ma di questo vi parlerò in un altro post. Prima voglio farvi conoscere Galei.
Ora vi racconto tutto. Ho avuto la fortuna di incontrare la nuora della signora Anna ed è stato per me come trovare uno scrigno pieno di tesori preziosi.
La nuora di Anna, infatti, mi racconta che qui, fino al 1986, sua suocera portava avanti un esercizio che comprendeva tutto ciò di cui si poteva aver bisogno: la Trattoria, il Tabaccaio, il Telefono pubblico, la Bottega di Alimentari…
Altro che “non c’è nulla”. Questo paesino era molto vissuto e ospitava sia la gente del posto che chi arrivava da fuori.
Mi fa entrare nello stabile che, un tempo, era frequentato e pieno di ogni ben di Dio.

<< Vedi Topina? >> mi dice gentile << questa era la madia, perchè mia suocera preparava tutto con le sue mani, impastava ravioli, tagliatelle e faceva il pane >>. Poi mi indica un’altra stanza dove adesso ci sono mobili accatastati e aggiunge << Pensa, questa stanza è stata realizzata per poter ingrandire l’Osteria! >>.
Immaginatevi quanta gente gremiva questo posto. E parliamo di appena quarant’anni fa!
Poi, girandosi, solleva un lenzuolo che ricopriva alcuni componenti d’arredo e mi mostra un bellissimo baule in legno << Sai cos’era questo? Era il baule del corredo di quando ci si sposava! >>. Io l’ascolto emozionata e con occhi e orecchi attenti assimilo tutto quello che vedo e che lei mi racconta.
Da quello che capisco, qui, la signora Anna, era la Regina di Galei e chissà quanto lavoro hanno svolto le sue mani!
Nel suo locale, molto spesso, si metteva musica a tutto andare e nell’ascoltare il suo ricordo, immagino persone ballare e divertirsi.

Proprio di fronte alla locanda c’è la grande casa della signora Anna. Una casa del 1916, resa particolare dal colore marrone/bordeaux di porte e persiane. Ad abbellirla ulteriormente, una Madonnina e un balconcino con la ringhiera in legno, tipica delle baite.

Sul muro principale è stato posto il nome della via che è omonima della frazione e, in una bacheca, è apposto persino lo schema dell’acquedotto di Gavano.

Proprio di fianco alla grande dimora è stato costruito un bel forno a legna; chissà quanto pane, quante focacce e quanta Sardenaira ha cotto, qui dentro, la signora Anna.

Anche qui, come nelle altre frazioni vicine, sono gradite le Ortensie che, in questa stagione, colorano di tinte pastello questo angolo di mondo.

Gironzolando tra la manciata di case che compone Galei noto altri forni e un mucchio di attrezzi per lavorare la terra. Come in tanti altri luoghi della mia Valle, anche qui, le persone si fanno tutto da sole, abili e capaci.
Ci sono tegole nuove per riparare i tetti, accatastate sotto ai porticati. Ci sono scale, secchi e mastelli, ceppi di legno e utensili vari e, ovviamente, ci sono le pietre, una su l’altra, a formare dimore dal sapore antico.

Sì perchè dovete sapere che, anche se di residenti ora ce ne sono pochissimi, queste case sono vissute durante l’estate e i week end dagli eredi di chi qui ha passato una vita e che, come la signora Anna, ha voluto restare anche durante la vecchiaia. L’amore per la terra e la casa che l’hanno vista nascere e crescere era troppo forte per abbandonarlo.

Sgattaiolo tra gradini e muri. I pochi vicoli presenti sono stretti e in salita. e, al di sopra di questi tetti, noto lassù, nascoste nel bosco, altre case che compongono un’altra frazione di Gavano: Case Baladi. Riuscite a scorgerle nella foto qui sotto?

Le fontanelle non mancano mai in questi luoghi e questa che vedete si trova sulla strada principale, pronta a dissetare chi ha bisogno di bere e rinfrescarsi.

Percorrendo questa strada posso nuovamente vedere il torrente che scorre sotto di me, immerso nella verde macchia, e più vado avanti e più le abitazioni vengono meno.

Ora è la Natura più pura a circondarmi.
Tornando indietro, però, posso avere un’altra prospettiva del borgo. Amo sempre osservare i vari paesaggi da diversi punti di vista. Ciò che non si nota andando verso una direzione lo si vede bene muovendosi nel senso opposto.
La pace regna sovrana ed è così notevole da tranquillizzare qualsiasi mente. E’ bellissimo e rilassante passeggiare qui.

La vista è appagata dalle pulite campagne baciate dal sole e dalle piante rampicanti che, come ad essere curiose, si tuffano giù dalle mura, apparendo folte e robuste.

Ci sono anche Zucchine e altri alberi da frutta.
Il mio sguardo si innamora dei monti che abbracciano questa vallata e dei fiori che danno il “Benvenuto“. Sembra davvero di essere in un piccolo angolo di paradiso.

La Val Gavano è una valle abbastanza ombrosa e fredda in Inverno ma, in questo periodo, si percepisce un clima perfetto e molto piacevole.
Era necessario preparare abbondanti cataste di legna per superare la stagione più rigida ma, allo spuntare della Primavera, proprio quell’umidità, regalava una vegetazione apprezzatissima.
Sono i Picchi e gli Scoiattoli a comandare in questo bosco e mi danno ragione. Una vegetazione ricca, generosa. Tane, piccole creature, fiori, bacche, frutta selvatica, acqua. Il bosco, qui, è più vivo di quel che si può immaginare.

Tutta la zona di Gavano appartiene al Comune di Molini di Triora. Una verde perla per il territorio. Una zona dall’atmosfera assai suggestiva.
Cosa ne dite Topi? Vi è piaciuto gironzolare con me per Galei? Beh… ne sono tanto felice.

Prima di lasciarvi voglio ringraziare, ancora una volta, la nuora di Anna per i suoi racconti. Sarei rimasta ad ascoltarla per ore.
Adesso, però, lo sapete, come sempre, devo salutarvi perchè mi aspettano molti altri articoli da scrivere. Vi abbraccio e vi saluto con un affettuoso “Squit!”.