A Ciagin – tra Ortensie e frutti selvatici

E’ bellissima la piccola frazione di Gavano, chiamata Ciagin, in questo periodo estivo.

Giungendo nei pressi di questa località, oggi quasi del tutto disabitata, si viene accolti da tanta frutta. Si tratta di piante che, un tempo, sicuramente, erano curate e nutrite, tuttavia, continuano a donare le loro ricchezze in queste calde giornate d’estate. O, forse, c’è ancora qualche Topo che si occupa di loro, come dei meravigliosi fiori che vi mostrerò a breve.

Alcuni frutti, sarò sincera, li ho anche rosicchiati un po’ e fanno nascere sorrisi sul muso e arricciare il naso perchè sono ancora buzi (acerbi).

Ci sono le Mele, i Kiwi, l’Uva e le Prugne, in un trionfante e rigoglioso verde!

Sono frutti che regalano anche un intimo e piacevole senso di “essere a casa”, così come tutto il piccolo borgo nel quale ho deciso di portarvi oggi, con le sue case, la sua pace e il bacio del suo sole.

Per arrivare a Ciagin si deve scendere in Val Gavano, piccola Valle della Valle Argentina della quale molto spesso ho parlato in questo blog.

E’ un’arteria ombrosa e florida, anche umida in Inverno, ma assai ricca di Flora e Fauna.

Tutta questa zona è ricordata dai Topi che vivono il mio mondo ed è ricordata con tanto affetto.

Parecchie sono le famiglie che qui abitavano e la vicina Zona Militare ha obbligato diversi uomini a stare a lungo da queste parti. Sono ancora tanti i figli e i nipoti di questi ultimi che, sovente, mi scrivono per informazioni o condividendo ricordi.

Come vi dicevo, salendo da Taggia verso Molini, ad un certo punto si imbocca la via, a sinistra, che porta a Gavano e una volta giunti al bivio che attraversa il torrente, si gira a destra e si parcheggia la topomobile, anzichè proseguire per le Ex Caserme.

In realtà potreste continuare anche in auto ma vi consiglio una bella passeggiata; vista la presenza di Rio Gavano e tanti alberi, la frescura è assicurata.

Le varie frazioni di Gavano sono tutte segnalate proprio in questo bivio.

Da una parte, a destra, si può raggiungere Galei ma, salendo, oltre la piccola Chiesa dedicata a San Vincenzo Ferreri, si raggiunge Ciagin.

Un piccolo spiazzo accoglie e la via alberata conduce alle prime case e alle prime Ortensie.

Quante Ortensie ci sono qui! E sono tutte meravigliose! Ve le farò vedere tra poco.

E’ una strada che attraversa il bosco realizzata con un asfalto molto ruvido. Forse perchè, in questa zona, in inverno, fa molto freddo e può ghiacciare facilmente, oppure è semplicemente antica.

Questa strada porta anche ai lavatoi.

In tutte le frazioni della mia Valle si usavano i lavatoi e anche qui, ovviamente. Quelli di Ciagin sono protetti da una struttura in mattoni molto carina e, nei pressi di questa specie di casetta, un’altra costruzione indica il nome della via, omonima del borgo.

Ma ora voglio proprio inoltrarmi nel cuore di questa località. Un cuore caldo anche se “di pietra”.

Tutte le case, infatti, sono state costruite con una pietra chiara, dai toni marroni e beige che emanano calore.

Io le trovo molto affascinanti. Sono arricchite da porte e finestrelle che le rendono incantevoli.

Come vi dicevo a inizio post, molte di queste dimore, sono ormai disabitate ma altre sono frequentate, o tutto l’anno, o durante la calda stagione.

Bellissime. Sembra di essere in un antico villaggio di alta montagna, invece sono solo a circa 600 mt s.l.m., anche se tutta la Val Gavano ha, naturalmente, un’altitudine varia. In linea d’aria, questa frazione, si trova sotto il paese di Andagna.

Ci sono abitazioni così attaccate tra loro da creare dei piccoli carrugi strettissimi, dove nemmeno il sole riesce a passare.

Il terreno rimane umido e la Gambarossa la fa da padrona crescendo contro i muri principali, mentre il Muschio crea verdi tappeti morbidi.

Ce ne sono altre, invece, che hanno una bella aia davanti, molto curata, oppure un patio.

Tende, tendine e zanzariere sono un po’ ovunque.

Vasi, gradini, lanterne, campanelli, fontanelle… tutto riempie di gioia e di vita.

Altre, ancora, hanno voluto abbellirsi con piccole statue religiose come quella di questa Madonnina dall’espressione un po’ orientale.

Noto dei pergolati stupendi, la maggior parte di questi è formata proprio da frutta e fiori! Uno splendore. Proteggono l’uscio, le scale o le cataste di legna.

Sgattaiolo curiosa con occhi affamati di bellezza, intrufolandomi in ogni vicolo.

Osservo tutto: i muretti, le ringhiere, le persiane in legno, le ciappe, le grondaie antiche.

L’aria sa di buono, percepisco un profumo fresco e dolce attorno a me.

La zona, però, che più mi ha colpita è quella più aperta, nella quale soleggiate radure, giardini e persino coltivazioni, di quello che mi sembra Eucalipto dalle foglie tonde, creano un luogo fantastico.

Questo tipo di Eucalipto ha foglie che brillano come l’argento e donano sfumature madreperlate al resto della vegetazione.

Nella Liguria di Ponente sono in molti a coltivare verde e fiori.

I piccoli praticelli e le recinzioni in legno, sono la culla di tantissime Ortensie che colorano vivacemente questo angolo di: rosa, viola e persino blu.

Sono grandi, sia i fiori che i cespugli, una meraviglia! E ce ne sono davvero tante! Riescono a mantenere la loro eleganza nonostante la campagna in cui si trovano, anzi, impreziosiscono il paesaggio.

Quasi tutte le case hanno una siepe di Ortensie accanto. Questa pianta ornamentale, speciale, deve aver trovato proprio il suo habitat più adatto poiché cresce rigogliosa.

Da questa zona più aperta posso ritornare sulla strada principale e dirigermi ancora più in su, fino all’ultima casa del borgo che è bella e restaurata.

Da qui, la vista si apre e gode di un panorama bellissimo. Vedo alcuni monti della mia Valle e i tetti rossi di Ciagin, tutti ammucchiati assieme.

Per non ripassare in mezzo alle case, scendo dalla stessa strada ritrovandomi di nuovo all’ombra e dunque al fresco.

Sono proprio contenta di avervi fatto conoscere questa località. Offre angoli davvero apprezzabili nei periodi di caldo torrido e percorsi adatti a tutta la famiglia.

Come sempre, tutto quello che ho citato in questo articolo potete trovarlo nel blog utilizzando la casella “CERCA” che trovate nella home page.

Ora io devo salutarvi, mi aspettano altri post da scrivere, quindi vi mando un Topobacio e vi aspetto! Alla prossima!

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