Sta per arrivare Ottobre e, con lui, giunge, come ogni anno, anche un appuntamento al quale ho partecipato diverse volte. Cari Topi vi sto parlando de “La Fete de la Brebis Brigasque” ossia: la Festa della Pecora Brigasca, che si svolge a La Brigue ogni inizio Autunno.

Eh sì! Perchè questa festa celebra, soprattutto, la transumanza degli Ovini che scendono dai pascoli montani, spostandosi ai ricoveri invernali.

La Brigue, conosciuta anche con il nome di Briga Marittima, è un Comune francese che, come alcuni paesi dell’Alta Valle Argentina, è definita “Paese Brigasco” e appartiene alla cosiddetta – Terra Brigasca – situata sul confine tra la Francia e l’Italia, comprendendo anche la mia Valle.
Questo territorio è da sempre caratterizzato proprio da una cultura tipicamente alpina e pastorale.

E, da come avrete capito, è proprio questo luogo che conferisce il nome alla razza di Pecore (Briga – Brigasca) alle quali viene dedicato questo atteso appuntamento.
Si tratta di una razza autoctona che si sta perdendo, per questo, la onorano così.

Briga è un bel borgo da visitare. Gode di una lunga storia, è circondato da un paesaggio magnifico ed è collegato al Monte Saccarello.
In estate, anche i suoi cieli sono visitati dai Grifoni, proprio come quelli della mia Valle.

Ma non è di lui che voglio parlarvi in questo articolo, lo farò sicuramente in futuro ma, oggi, vi porto con me a vedere questa tradizione, anche perchè sta per arrivare la data se volete viverla! Per la precisione, quest’anno, sarà Domenica 18 Ottobre 2026.
Almeno una volta è da vedere, portando anche i Topini più piccoli, poichè vengono istituiti laboratori e divertimenti proprio adatti a loro.
Troverete un bel clima di festa, diverse bancarelle di artigianato locale e loro, le vere protagoniste: le Pecore.

Le quali, però, da come potete notare, non sono tutte Brigasche. Non so dirvi con certezza di che razza siano le più numerose che vedete nelle immagini. Forse Ile de France? O forse Merinos? Non saprei… Fatto è che la Pecora Brigasca la si riconosce dal prominente muso, grosso e ricurvo, come quello di un Montone.
Potete vederla nell’immagine qui sotto. A contraddistinguerla sono soprattutto le sue corna a spirale, ricurve, come grandi cavatappi. Sembra un Ariete.

Ha unghielli forti e zampe robuste per praticare i sentieri scoscesi e le zone severe e impervie che spesso vi ho mostrato nella mia Valle, in questa Liguria di Ponente dove vivo. Un territorio che non cambia in Valle Roya e nella maggior parte del Dipartimento delle Alpi Marittime al quale La Brigue appartiene.

E’ una pecora rustica e robusta come la lana che dona.
Al contrario dell’altra razza, la quale possiede un musetto più snello e una bella chioma riccia sulla testa, la Brigasca ha una lana ruvida che viene utilizzata, attraverso diverse lavorazioni, per realizzare complementi d’arredo e di abbigliamento davvero carini e resistenti; come, ad esempio, cappelli in feltro.

Potrete trovarne molti nelle bancarelle e diversi venditori hanno il loro negozio a Breil o a Tende.
Il momento durante il quale il gregge passa davanti a tutti è un momento allegro che riunisce tutti i visitatori. Si sente la musica, si sentono gli applausi e anche qualche campanaccio.

Molti capi sono contrassegnati da segni o numeri pitturati sul vello.
Il pastore le guida e loro lo seguono, in fila, ben ordinate.

C’è anche qualche Capra.
Pare che mischiare il latte di Pecora con quello di Capra sia una golosa trovata. Inoltre, la Capra, è un animale molto intelligente e in grado persino di guidare le Pecore.
Tuttavia, accanto a loro, non mancano i fidi Cani da guardiania che seguono il loro gregge come se fosse la cosa più importante che hanno al mondo e, forse, è proprio così… emozionano. Non perdono di vista un attimo le bianche creature.

Durante questa giornata si può ballare, visitare i tipici carrugi e bere tanta buona Birra artigianale, o del Sidro e c’è anche chi prepara golose Caldarroste. Ma non solo!

Ci sono i Bar e le Osterie aperte, locali molto particolari e banchi nei quali assaggiare piatti tipici o acquistare frutta, verdure e uova. Tutto è, naturalmente, biologico.

Particolari personaggi accompagnano con i loro strumenti. Le loro dita, abili e veloci, incantano. Alcuni sono vestiti da menestrelli medievali, altri da pastore e tutti danno vita ad una grande festa.

Ogni anno questo evento segue un tema. Un anno si tratta di formaggi, un altro anno di acqua, un altro ancora di territorio…
Le bancarelle di cui vi parlavo prima sono originali e colorate. Vendono un po’ di tutto e, a volte, si può vedere anche l’artigiano all’opera,.

Vendono persino fiori colorati, come la Calendula, con i quali si può tingere la lana candida senza utilizzare additivi dannosi.

Il momento che però più preferisco, una volta terminato il passaggio delle greggi, è quando mi reco in una piccola radura verde, dietro le case di La Brigue.

Qui, in un prato sul quale sorgono le antiche rovine del Castello dei Conti Lascaris, che ha un fascino quasi scozzese, vengono accolte le Brigasche che riposano e pascolano.

E… posso vedere anche gli Agnellini! E posso accarezzarli! Sono bellissimi e morbidissimi! E hanno già il tipico musetto prominente che li contraddistingue. Che tenerezza! Guardate che piccini!
Però, Topi, non posso lasciarmi incantare da tutta questa bellezza.

Ho da scrivere un mucchio di articoli! Perciò, devo per forza salutare questo affascinante paese e le mie amiche Pecorelle.
Saluto anche voi con un dolce “Squit“! E… mi raccomando, non state a contarle che poi vi viene l’abbiocco!
Ciao Topi, alla prossima! E se andate a La Fete de la Brebis Brigasque fatemi sapere se vi è piaciuta!