Al Ponte San Carlo – l’incontro tra il Rio Capriolo e il Torrente Argentina

E’ un ponte davvero carino quello che vi mostro oggi, Topi cari, ed è carina anche la zona nella quale è collocato.

Si tratta, soprattutto, di una zona importante per la Valle, poiché, proprio in questo punto, prende forma l’abbraccio tra due torrenti protagonisti del mio mondo: il Rio Capriolo, che scende dalla Valle omonima, importante arteria della mia Valle, e il Torrente Argentina, il principale e il più grande di tutta la vallata.

Ed è proprio su questo torrente che sorge il Ponte San Carlo, un ponte ad unica arcata, in pietra, bellissimo. Lo conoscono bene gli abitanti di Molini che dai suoi parapetti si tuffavano quando, parecchi anni fa, l’altezza dell’acqua lo permetteva.

Nei dintorni di questo ponte ce n’è un altro, in ferro, più moderno, che consente l’attraversamento del Capriolo e anche l’arrivo, dal centro del paese, al Campo Sportivo di Molini.

In quest’area sorgono anche le officine di alcuni artigiani, la Palestra e, da un po’ di tempo, anche un distributore di benzina che ha ripreso la sua attività dopo anni di chiusura.

Da qui si vede anche una parte del paese di Corte che, in questo periodo, mostra il suo campanile distrutto da un fulmine durante lo scorso inverno e, Corte, è proprio uno dei borghi situati in Val Capriolo.

Un piccolo ma bellissimo sentiero, immerso nella Natura, conduce invece al Ponte San Carlo.

Ci sono panchine per riposarsi, fiori di ogni tipo e i classici muretti in pietra della Liguria.

Ci sono anche tanti Rovi fioriti. Chissà quante More si potranno mangiare a breve!

Gli alberi offrono una generosa e ben gradita ombra in questa stagione e ci sono passatoie realizzate con tronchetti di legno dove il suolo viene a mancare.

Alcune mura mi fanno capire che, sopra la mia testa, si sviluppano campagne e orti. Alcune pietre sono accatastate ai bordi del sentiero, come ad aspettare il loro turno per essere utilizzate. Sanno bene di avere un ruolo fondamentale in una terra poco spaziosa come questa.

Sono presenti persino delle bandierine tibetane della preghiera.

Fiori, farfalle e sorgenti tengono compagnia, un giorno dovrò continuarlo questo cammino perché voglio proprio vedere dove porta ma oggi mi fermo qui, al ponte.

Alcuni uccellini mi superano per poi andarsi a nascondere tra le fronde o svolazzare sotto l’arco della struttura.

L’Edera abbarbicata a questo arco lo rende verde e magnifico.

Verde come l’acqua sotto di lui. E’ spettacolare. Limpidissima e color delle foglie.

Crea delle pozze dalla bellezza suggestiva. Sono pozze contornate da massi color grigio chiaro, sui quali, alcuni umani, amano prendere il sole.

E’ in queste pozze che si notano alcuni pesci. Ce ne sono di più grandi e di minuscoli. Riuscite a vederli nelle immagini qui sopra?

Anche se in questi laghetti l’acqua appare più calma, vi posso assicurare essere vivace e questo piace alle creature che la vivono poiché si ossigena per bene.

Infatti, tra alcuni scogli, il passaggio dei flutti crea delle piccole cascatelle e una spumosa schiuma bianca rinfrescante.

C’è tantissimo verde attorno. Sembra come di respirare di più, di rigenerarsi.

Questa Natura è così ben distribuita da apparire elegante, poetica ma senza perdere il suo fascino selvaggio.

Passeggiare sul ponte offre sensazioni particolari. Si percepisce del romanticismo, si sente la connessione con il cosmo che circonda e ci si ritrova ad immaginare il tempo in cui questa struttura veniva attraversata da lavandaie, muli e contadini, per passare dall’altra parte del fiume, rincasare o trasportare legna e merci.

E’ un ponte antico, risalente al XVI secolo, ed è persino registrato al Catalogo Generale dei Beni Culturali e protetto dalla supervisione della Soprintendenza Archeologia delle Belle Arti e del Paesaggio.

E’ stato costruito dagli abitanti di qui, artigiani e lavoratori, da tempo maestri delle costruzioni in pietra. Ed è ancora, a mostrarsi in tutto il suo splendore.

Dall’altra parte del Ponte San Carlo, ci si ritrova per la strada che conduce a San Giovanni dei Prati, a Carmo Langan e a Colla Melosa.

C’è una grossa casa, attaccata a lui, che domina in questo angolo di Natura. Ha il tetto rosso e le pareti in pietra come il ponte. E’ proprio oltrepassandola che si raggiunge lo stradone che porta ai luoghi che ho accennato poc’anzi.

La pavimentazione del ponte è antica e consumata e forma dei bassi e ampi gradini. I suoi parapetti sono forti e larghi realizzati con pietre tra le quali si nota del muschio che è secco in questa stagione.

Le pietre che formano i due muretti sono posizionate in modo ordinatissimo, perfettamente incastrate le une con le altre.

Mi ci appoggio per guardare l’acqua scorrere sotto di me. Questo è uno dei punti dove l’acqua è più profonda e il suo colore lo si vede diventare più scuro verso il fondale.

Se si osservano le piccole ondine che si formano sulla superficie dell’acqua si percepisce un curioso scherzo ottico: lo scorrere dell’acqua sembra salire anziché scendere. Non so se dalle foto riuscite a capirlo.

Quella di oggi è una splendida giornata di sole e tutto brilla. L’aria è tersa anche se fa caldo.

Sono a circa 460 mt s.l.m. ma, finché non arriva la sera, il calore dell’estate è uguale a quello sulla costa in questi giorni.

Le mie zampette sentono il calore dei ciottoli del ponte perciò dovrò andarle a inzuppare un po’ a bagno. Potrò godere così di un’ulteriore vista del ponte.

Il Ponte San Carlo è un ponte che parla di ricordi. Di bagni in compagnia, di appuntamenti e baci rubati. Ha ascoltato tante risate e tante grida festose durante i suoi tanti anni di presenza.

E’ un ponte che, durante le ore più buie, può osservare diversa fauna selvatica addentarsi nel torrente, sotto di lui, per bere o bagnarsi.

Che bellissimo angolino di mondo!

Ma ora, Topi, come sempre, è giunto il momento di salutarvi. Starei qui delle ore ma un altro interessante articolo aspetta di essere scritto.

Perciò mi dirigo verso la mia tana lanciando un’ultima occhiata a questo prezioso ponte.

Vi saluto quindi con uno dei miei migliori “Squit!” e vi aspetto al prossimo post! Un abbraccio!

6 pensieri riguardo “Al Ponte San Carlo – l’incontro tra il Rio Capriolo e il Torrente Argentina

  1. WOW e doppio WOW!

    Uno dei panorami più belli di sempre!
    E le fotografie meravigliose colgono pienamente la bellezza del luogo ma soprattutto i colori verdi e diversi dell’acqua!
    Prima m’incantava il ponte (bellissimo poco da dire…) ma poi i giochi dell’acqua FA VO LO SI

    Grazie davvero un bel post!

  2. Una delle più belle topo-gite di sempre, ricca di scorci e di elementi suggestivi. Grazie di avermici portato!

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