Bene, topi, oggi sono pronta a stupirvi con effetti speciali, per cui mettetevi comodi.
Come se già non bastassero tutti gli innumerevoli vanti della mia zona, ce n’è uno davvero poco conosciuto che so già farà leccare i baffi a molti di voi.
Eccomi dunque a raccontarvi una storia gustosa, una di quelle che vi piacciono tanto.

Pare che nel 1887, in seguito al terremoto che rase al suolo la cittadina di Bussana, un certo Giovanni Torre, soprannominato Merlo, sia andato a cercare fortuna a Bruxelles. Qui commerciava il gelato, la cui ricetta era stata tramandata alla sua famiglia una decina di anni prima da un cameriere di origine belga che si trovava in quel periodo a Marsiglia. Questo è quanto tramanda lo studioso Nilo Calvini. In seguito, almeno così sembra, commerciò tale squisitezza anche a Genova, seguito a ruota dai due fratelli Pasquale e Santino. A furia di vendere e produrre gelati, a Giovanni venne in mente una ricetta per renderli più densi e cremosi, ma non si limitò a questo: riuscì a sperimentare e a creare il primo cono gelato. La cialda inventata dal Merlo incanta i nostri palati nelle giornate estive permettendoci di concludere con gusto le dolci merende che ci concediamo per rinfrescare il nostro corpo. E quella stessa cialda sembra essere stata inventata e prodotta alle porte della Valle Argentina, topi! Ci pensate?

Dopo aver attuato questa meravigliosa invenzione, Giovanni Merlo decise di aprire un forno nella sua cittadina di origine in cui produrre cialde e wafers, pare sia stato il primo in tutto il mondo. Roba da non credere, vero? Eh, ma ve lo dico sempre che qui, nella Liguria di Ponente, succedono cose speciali!
Nel 1910 i coni per il gelato raggiunsero una mostra espositiva di Torino, poi ricevettero premi e plausi nelle capitali inglese, francese e italiana, per sbarcare anche nel Nuovo Continente.

Fino a poco tempo fa, a testimoniare le mie parole c’era un piccolo museo a Bussana, interamente dedicato alla storia del gelato e alla sua produzione. Era uno scrigno di ricordi situato all’interno della gelateria Gildo, ma oggi ha chiuso i battenti. Tutto resta impresso nella memoria e negli occhi degli anziani di Bussana.
Eppure c’è chi sostiene che l’invenzione del cono sia da attribuire in realtà a un certo Italo Marchioni, che lo brevettò nel 1903. Chi sostiene questa versione, attribuisce a Giovanni Merlo l’idea delle ostie di wafer che divennero famose nei caffé di Milano, dove venivano usate per le cosiddette parigine, nelle quali il gelato era racchiuso tra le due cialde ideate dal Merlo.

Insomma, topi, io la verità non la conosco, ma so che, in ogni caso, qualsiasi cosa sia fatta da un ligure… potete esser certi che sia fatta col cuore!
Un topo-saluto croccante a tutti voi.
Ciao Pigmy …. ahhh si tante cose sono nate in Liguria … rivoluzionaria fucina, credo che sia per questo che mi piace tanto … un mondo di contrasti forti che coesistono in armonia inspiegabilmente … cosa che mi fa sentire a casa. Attenta a non finire immersa nella vaschetta del gelato … sai ai topini capita. Dolcemente ciao
Cara Micia 🙂 farò attenzione. Sono proprio felice che la mia terra ti piaccia così tanto! Grazie! Uno squit tutto per te 🙂
Ciao , mentre leggevo la risposta sul Monte Bussana ho visto quanto scrivi sulle cialde di Bussana . Mio nonno ( classe 1880 e nato a Bussana Vecchia da padre originario di Badalucco ) andava con il carretto a vendere i gelati a Valleggia , alle porte di Savona . Quando arrivava un concorrente dove era lui, iniziava a regalare gelati sino a quando non se ne andava …. In casa , quando ero piccolo ho visto lo stampo per fare le cialde ma non per il cono . Forse è stato donato alla Ines figlia di Gildo , per il museo . Ci sono famiglie che si sono arricchite con il commercio di cialde e coni che producevano loro stessi . Una di queste è la famiglia Pizzo , miei vicini di casa che vivono in una bellissima villa in paese . Per quanto riguarda il Merlo si dice anche che abbia iniziato la coltivazione dei fiori . Proverò a fare qualche ricerca poi ti dirò Saluti
Wow! Grazie mille Michele per questo racconto. Aspetto volentieri tue ulteriori notizie. Mi ha fatto sorridere la storia di tuo nonno che regalava le cialde contro la concorrenza 🙂
regalava i gelati interi . Pensa che d’inverno tagliavano legna e raccoglievano olive ed in estate , tanti “buzzanelli” emigravano in località diverse con il carrettino dei gelati. Gildo Soleri ha poi aperto un’attività a Bussana e sino a quando ha venduto il bar faceva gelati con la ricetta originale . Altre due famiglie avevano poi aperto un bar – gelateria , Soleri Tullio e Siccardi . Oggi non conosco chi può continuare questa tradizione . Anche Pellegrin di Ceriana ha ceduto il locale . Peccato che mio nonno sia mancato quando io avevo 15 anni e conosco molto poco dellla sua storia
Che ricche testimonianze, grazie Michele. Sì, purtroppo, spesso, i nostri cari vengono a mancare prima di renderci conto quanto preziosi siano i loro ricordi e i loro racconti. Per questo cerco sempre Topini che abbiano voglia di narrarmi cose del passato. Se ti va di parlarmi di tuo nonno sarò ben felice di scrivere di lui e dei suoi gelati regalati. Non la guardo tutti i giorni ma puoi scrivermi una mail se preferisci. Ho visto che mi avevi scritto ma poi ti ho risposto qua. Un caro abbraccio Michele.