Oggi, Topi, vi porto in un bosco, sopra Borniga, tra Abenin e Collardente.
Non ha un toponimo vero e proprio e così, i Topi del posto, lo hanno sempre nominato “e Gumbe” vale a dire “i dossi, le gobbe, gli avvallamenti”, insomma, avete capito.

Questo perchè, da come potete vedere nelle immagini, soprattutto in questa qui sopra, è tutto a fasce, composto da alti e ampi gradini di prati e di macchia.
E’ bellissimo. Sembra davvero di essere in una fiaba.
So che nella mia Valle i Cervi non vivono, non sono stanziali, sono solo di passaggio, ma osservando questo luogo pare davvero di vederne spuntare uno all’improvviso, magico, con i suoi enormi e nobili palchi e il suo portamento fiero.

Questo bosco, che mi piace tanto, si trova più precisamente di fronte al pratone di Abenin, dopo il Pin, cioè la radura che da novant’anni accoglie il bellissimo Acero Monumentale dell’Alta Valle Argentina.

In estate non sarà difficile trovare qualche Mucca a pascolare su tutta quest’erbetta nutriente.
Qui, la strada che circonda questo pascolo, crea una lunga curva, subito dopo l’edicola del Pin della “Madonna della Neve”, quindi, non potete sbagliarvi.

Tra questo prato e la strada che passa sopra le creste degli alberi, tra Sanson e Collardente, si sviluppa in salita questa foresta in grado di regalare quiete e rinnovo. Si sviluppa cioè un’Aciculisilva.
Lo sapevate che si chiama così una foresta di Conifere miste? Io no. Bene, ho imparato una cosa nuova.

L’aria balsamica di questi alberi portentosi, il verde infinito, sempre presente, anche durante le stagioni più fredde e i tanti fiori estivi, regalano davvero un’atmosfera salubre e taumaturgica oserei dire.

Diverse biocenosi di Pini e Larici fanno sentire protetti e donano il piacevole senso di “tana”, nonché ombra e frescura ben gradite, durante l’afa di questi giorni.
Sono a circa 1500 mt s.l.m. e quindi sto toccando il sole!

Non solo! Qui vivono tantissimi animali, in terra e in cielo: Cinghiali, Caprioli, Rettili, Rapaci e chi più ne ha, più ne metta! Alcuni si osservano meglio all’alba ma, durante la giornata, si possono scoprire meraviglie che giungono all’improvviso.

E non mancano nemmeno nidi, penne o tracce delle creature del bosco.
Alcuni Topi mi raccontano di quando erano solo piccoli Topini e venivano o abitavano quassù con i nonni o con i genitori.

A piedi, o grazie ai Muli, salivano dal grande prato fino alla Bassa di Sanson passando proprio da queste terrazze boschive. Che tempra!
Certo, si risparmiava parecchio tempo non dovendo percorrere tutta la strada per arrivare lassù ma è davvero ripido questo tratto. Più o meno sto indicando 300 mt di dislivello in poco più di un chilometro.

Un tempo c’era proprio un sentiero, ora non più, ma si tratta di fasce pulite, quindi ben percorribili.
Questa parte di foresta è racchiusa tra due piccoli rii dei quali, di entrambi, è rimasto solo più l’alveo asciutto.

Mi hanno anche svelato che tanti anni fa, da queste parti, nascevano parecchi Funghi e spesso questa zona verde la si percorreva da Abenin al Pin, passando sotto il Passo di Collardente, dove questa macchia s’infittisce, proprio alla ricerca di queste prelibatezze.

E si raccoglievano anche i buonissimi Pinoli!
Di Pigne ce ne sono tantissime, ovviamente, e quelle nuove e ancora delicate sono di un verde chiarissimo che brilla! Quante sfumature regala questo colore!

Starei tutto il giorno ad ammirarle ma, come sempre, anche questa volta, è giunto il momento per me di salutarvi perchè ho molti altri articoli da scrivere che mi aspettano.

Vi lascio qui, a rimirare questo incredibile angolo di mondo e io sgattaiolo in tana aspettandovi per il prossimo post!
Un mega “Squit!” a tutti!