Di cosa posso scrivere in questo periodo se non di Zucche? In realtà l’ho già fatto in passato ma quest’anno vorrei proprio parlarvi del legame di questo eccezionale ortaggio e la sua comunione con la Liguria, in particolar modo, con la Liguria di Ponente dove vivo.

E’ soprattutto nel Savonese che la Zucca viene coltivata e celebrata. Ne sono vive testimonianze la nota – Zucca a Trombetta – della piana di Albenga e, probabilmente, anche il nome del borgo medievale Zuccarello, anch’esso, come la città Ingauna, in provincia di Savona. Il termine dialettale “Sucælo” (Zuccarello) significa “poggio, promontorio”, indica, cioè, un qualcosa di innalzato e tondeggiante proprio come una Zucca.
In tempi molto più antichi della famosa festa di Halloween, la Zucca, in Liguria, era già simbolo della cultura e della tradizione locale. Era anche emblema della magia popolare, sia da un punto di vista curativo che esoterico.

Durante il periodo di Ognissanti, non solo con essa, si creavano maschere e lanterne per aiutare i cari defunti a ritrovare la strada di casa ma, come mi racconta la mia Strega amica Cloristella, proprio grazie alla Zucca, alla sua polpa e ai suoi semi, si realizzavano pozioni legate al risanare lo Spirito o riti per ricevere abbondanza e prosperità.

E beh, Topi… non dimenticatevi che la Valle Argentina, come è risaputo, è stata ed è tuttora culla delle Streghe.
Ancora oggi, paesi come Triora, Corte, Andagna e molti altri, abitati un tempo da queste donne che hanno subito diversi tormenti, ne ricordano la presenza.
L’energia di questo alimento solare, definito così per via della sua forma e del suo colore che ricordano un sole, parla proprio di queste qualità e, infatti, veniva utilizzato soprattutto per la fertilità e la capacità di creazione.
Molte volte, anche guardando la sua “segnatura”, come insegnava Paracelso, si poteva curare la persona bisognosa se riportava dolori alla testa o problemi mentali, poiché, questo frutto della terra, appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae, ha proprio la forma tonda di una testa e del cervello umano; perlomeno secondo la specie.

<< Vedi Pigmy? >> mi insegnò Cloristella << Guarda quanti semi racchiude! Queste sono tutte future Zucche! Ecco perchè si parla di abbondanza, ricchezza e benessere! Ma simboleggiano anche l’energia vitale. Tu sai che l’energia vitale dell’Essere Umano è contenuta e protetta soprattutto dai Reni vero? >>
<< Certo! >> risposi contenta e soddisfatta
<< Bene, devi sapere che questi semi fanno molto bene proprio ai Reni e alle vie urinarie. Sono proteici, quindi donano grinta e vigore, ma sono anche ricchi di vitamine e sali minerali. Inoltre contengono tanto Zinco e Cucurbitacina >>

<< Santa Topa Cloristella! Quante cose sai! >> esclamai ascoltandola estasiata
Lei sorrise e aggiunse << Sono però anche molto utili per Cuore, Intestino e Sistema Nervoso >>
Avete capito Topi? E ci credo che le nostre Streghe ne facevano ampio uso di questo bendidio! Anch’io rosicchio spesso queste prelibatezze. I semi di Zucca si possono consumare in diversi modi, risultando sempre super golosi.

Ritornando però alla parte più culturale e tradizionale della regione che vivo, segnalo l’esaustivo libro “Medicina e magia popolare in Liguria” di Massimo Centini, per chi volesse approfondire questo argomento.
E voi Topi? Conoscevate questa correlazione tra le Zucche e la Liguria? Ricordate qualche antica usanza inerente a questo dono di Madre Terra? Raccontatemelo!
Io intanto vi saluto e vado a preparare un altro articolo per voi!
Vi mando un bacio zuccosissimo, la vostra Pigmy.