Quanti di voi, Topi, si son sentiti dire di non mettere mai il Pane rovesciato sulla tavola?
Quando ero una piccola Topina l’ho sentito dire diverse volte soprattutto a chi, con poco garbo, apparecchiava per rosicchiare un pasto.

L’antica tradizione, in questo caso una vera e propria superstizione, parla chiaro: adagiare le pagnotte sul tavolo, capovolte, porta sfortuna e fa arrivare il Diavolo in casa!

Ma… essendo che, nella mia Valle, le storiche figure simbolo di negatività non erano i diavoli, bensì le Streghe, si nominavano loro, le Bazue, anziché vari Demoni oscuri e sconosciuti.
“Gi-a u Pan chi l’arivan e Bazue!” (“Gira il Pane che arrivano le Megere!”).

Vedete, il Pane, fin dai tempi più antichi, è conosciuto per essere un alimento sacro.
Sacro non solo perchè, da sempre, parla di trasformazione (dal Grano, alla farina) e di nutrimento (ha permesso anche ai più poveri di sfamarsi) ma soprattutto perchè è il simbolo di un lungo e duro lavoro nei campi, sotto al sole cocente e attorno a forni ardenti. Tra l’altro, non possiamo non citare il suo essere emblema anche di Gesù, cioè del corpo di Cristo.

Saprete bene che, tutto ciò che riguarda la cristianità, se rovesciato, come la Croce o il Pentacolo, indica il Demonio ma, in questo caso specifico, si tratta prevalentemente di mancare di rispetto a quel mestiere che concedeva di campare.
Il Pane è collegato persino al denaro, a quel mezzo che permette il nostro sostentamento. Si usa citare, infatti, il modo di dire “guadagnarsi la pagnotta”. Così come il “Grano” raffigura il soldo e l’abbondanza, oltre che essere un cereale.
Ma non è tutto! Se ci spostiamo verso la vicina Francia, scopriamo un’ulteriore curiosità!

Anche i Topi francesi hanno qualcosa da raccontare sul Pane capovolto!
Ebbene sì. Dovete sapere che i fornai del Medioevo, i quali dovevano realizzare delle pagnotte anche per i detestati boia, per poterle distinguere dalle altre, le giravano all’incontrario, con la speranza, peraltro, che queste portassero una gran iella ai destinatari. Da qui, il Pane rovesciato, addirittura, assunse il significato di morte, collegandosi a chi aveva il compito di uccidere.
E, invece, lo sappiamo bene, il Pane è vita Topi! Chi meglio di noi roditori, che ne amiamo sgranocchiare le briciole, può dirlo?!

Il Pane simboleggia il Sole! Il Padre della vita! Nasce dai chicchi dorati del Grano e ci porta ricchezza!
Sapete che, nella mia Valle, esistevano un tempo tanti granai? Ce n’erano anche nelle valli tributarie Oxentina e Carpasina ma pare che il più grande fosse quello di Triora e… pensate un po’, Triora è anche conosciuto proprio come “il paese delle Streghe”; chi mi segue, naturalmente, lo sa. Oggi c’è chi cerca di recuperare questa antica coltura e io mi auguri ci riesca! Adoro il frumento!
Bene, dopo avervi raccontato di questa credenza, molto nota a dire il vero, vi saluto e vi aspetto per il prossimo articolo! Continuate a seguirmi! Squit!
Racconto molto interessante, come sempre, perché anche in Serbia ho sentito parlare di qualcosa di simile a proposito del pane rovesciato. In effetti, se ci pensiamo, il pane è l’alimento base di mezza umanità, forse anche ben più di mezza, quindi è comprensibile come ad esso siano associate storie e usanze dalle radici comuni.
Esatto Fabio, tra l’altro, la comunione di diverse leggende, tradizioni e racconti c’è molto spesso, seppur cambiando di zona in zona… figuriamoci con il pane che, come dici tu, è alimento assai comune! Grazie del tuo solito e sempre gradito passaggio :-*
Sai che questa cosa non l’avevo mai sentita prima? L’ho imparato oggi da te! Un bacione, buona giornata.
Felice di averti fatto conoscere una cosa nuova allora! Buona giornata anche a te Miss!
Buongiorno Topina della Valle Argentina. Leggo sempre con piacere i Suoi articoli perche’ mia Mamma era originaria di Molini di Triora, anzi, Lei diceva sempre: ” Mi a sun de San Fustin”. In effetti all’epoca , 1926, la Sua famiglia risiedeva appunto a San Faustino. Poi, ancora in tenera eta’, si trasferi’ a Sanremo con tutta la famiglia. Tante volte , da ragazzino, apparecchiando tavola, se capitava di mettere il pane rovesciato, mi sono sentito dire: “In sce a pansa du pan areversau u ghe bala u diavu”. Sempre belli i Suoi articoli. Personalmente mi piacerebbe che ci fossero piu’ citazioni dialettali per descrivere luoghi e storie. La saluti cordialmente. Aldo.
Grazie infinitamente Aldo per i suoi complimenti e il suo contributo, riportando, in dialetto, la frase perfetta che ancora ricordo bene 🙂 Di citazioni dialettali ce ne sono molte nei miei articoli ma, forse, ce ne sono di più in quelli vecchi. Stia tranquillo che appena mi capitano le dirò volentieri! Bellissimo luogo San Faustin! Le auguro una splendida giornata, grazie ancora!