Emozione a Ciabaudo: il ricordo di un superstite della Corazzata Roma

Ebbene sì Topi, quello di oggi è per me un articolo davvero emozionante ma, per comprendere meglio le mie sensazioni, dovreste leggere prima quest’altro articolo che vi posto QUI e che avevo scritto parecchio tempo fa come una semplice storia che riguardava la mia famiglia, anche se parecchio toccante.

In questo post infatti vi parlavo dell’incontro d’amore tra due miei Topo-zii e del tragico siluramento alla Corazzata Roma, avvenuto il 9 Settembre del 1943, intorno alle ore 15:50 (alcuni dati, in base alle ricerche in rete, sono cambiati nel corso degli anni diventando sempre più precisi).

Il mio Topo-zio, era stato trasferito su questa Nave da Battaglia da soli due giorni. Fu una dolorosa catastrofe che avvenne presso lo stretto delle Bocche di Bonifacio. Morirono 1352 marinai, ustionati o annegati, tra i quali, purtroppo, anche il mio Topo-zio che lasciò una moglie incinta e una bimba che ancora doveva venire alla luce.

Il signor Italo Pizzo, sanremese, amante di Ciabaudo, piccolo borgo della Valle Oxentina che collega la Valle Argentina con la Val Nervia, fu invece uno dei 622 (o 602) marinai che scamparono alla morte e, per ricordare la sua salvezza e onorare i compagni perduti, decise di compiere un’azione davvero simbolica.

Mi reputo molto fortunata per aver potuto vedere e addirittura “toccare” un gesto così profondamente coinvolgente.

Ora vi spiego perchè sono venuta a fotografare questo particolare Cristo, qui, a Ciabaudo.

Dietro la Chiesa del paese, dedicata al Santo Rosario, un lastricato mi conduce ad una piccola radura preludio di un suggestivo Castagneto.

A presiedere questo spazio verde è stato innalzato questo Cristo, realizzato da abili mani, in ferro battuto, ed è proprio nel costato di questa scultura, la quale porta al silenzio e alla commozione, che il signor Italo Pizzo ha voluto fondere le sue medaglie. Si parla della “Croce al Merito di Guerra” e il “Distintivo d’Onore per i naufraghi”, un distintivo che consiste in una barretta bronzea da apporre sull’uniforme.

Da una parte del petto di Gesù, la destra, questo grande riconoscimento, le piastrine del signor Pizzo che è stato salvato dalle gelide acque, dolorante e in ipotermia, dal Cacciatorpediniere Il Mitragliere ma… anche dall’altra parte del costato è stato fuso qualcosa di interessante… che, però, non vi svelo ancora.

Nonostante l’emozionante gesto del signor Pizzo, devo infatti annunciarvi che questa croce nasconde altre struggenti vicende ma saranno il tema di un prossimo articolo cari Topi! Non posso certo raccontarvi tutto in una sola volta!

Abbiate pazienza dunque e continuate a seguirmi per scoprire cosa si nasconde, a volte, in una scultura che può sembrare un semplice emblema. Storie coinvolgenti e spesso strazianti, di uomini e donne che hanno arricchito la mia Valle e che non possono passare inosservate o non ricordate.

Siete d’accordo con me? E allora vi aspetto al prossimo post che sarà la seconda parte dedicata a questa meravigliosa opera d’arte.

Io vi lascio e corro a scrivere l’articolo successivo anche se il mio cuore vibra di emozione. Ma ci pensate? Il signor Italo ha probabilmente conosciuto il mio caro zio, fratello minore del mio amato Topo-nonno.

Con questo dolce e malinconico pensiero vi auguro una buona giornata ma prima di salutarvi voglio ringraziare il signor Andrea Amici, nipote di Italo Pizzo, che tempo fa ha tenuto un incontro a Badalucco proprio per raccontare questo evento. Vi lascio qui il link di SanremoNews se volete approfondire https://www.sanremonews.it/2021/09/13/leggi-notizia/argomenti/altre-notizie/articolo/badalucco-laffondamento-della-corazzata-roma-e-il-legame-con-ciabaudo-una-storia-di-tante-famigli.html

L’immagine della Nave Regia Roma l’ho presa da azionemare.org/roma dal quale vi posto il link del video di quello che accadde quel giorno https://www.azionemare.org/roma.php

Nonché l’esclusiva dichiarazione di Italo Pizzo in persona dedicata al piccolo cagnolino Febo, mascotte di quei momenti indimenticabili https://www.regianaveroma.org/febo

E, in ultimo, ma non per importanza, devo ringraziare il mio Topoamico Simone per avermi accompagnata a vedere questo crocifisso che, solitario, vigila sul piccolo borgo di Ciabaudo, proprio accanto alla casa nella quale Italo Pizzo ha trascorso i giorni più sereni della sua vita.

Un bacio a tutti Topi cari.

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