Il Cardo selvatico – spirito nobile e caro guardiano

C’è parecchia confusione su questa pianta che, in estate, tinge di viola la mia Valle. E’ una pianta che appartiene alla numerosa famiglia delle Asteraceae e si sviluppa, a sua volta, in diverse sottospecie. E’ inoltre imparentata con il Carciofo e altri Cardi, perciò, vi darò tutte le informazioni che conosco ma mi dedicherò maggiormente al suo valore simbolico, argomento nel quale sono più esperta.

Il Cardo selvatico, infatti, gode di un significato profondo e una simbologia molto antica e potente.

In questo periodo, in Valle Argentina, come nel resto del mondo, si spettegola e si chiacchiera su una serie televisiva che sta avendo molto successo. Si tratta di “Outlander” che accomuna il genere storico/drammatico al fantasy e tutto ruota attorno all’eccezionale storia d’amore tra i due protagonisti. Il Topissimo Jamie Fraser, intrerpretato da Sam Heughan e considerato un sex symbol dal genere femminile e la testarda Claire, interpretata da Caitrìona Balfe.

Ebbene, dovete sapere che questa serie è ambientata prevalentemente in Scozia e racconta delle angherie subite dagli Highlanders per mano degli Inglesi che han fatto di tutto per sottometterli. Gli Highlanders, gli abitanti della zona più settentrionale e montuosa della Scozia, hanno da sempre dimostrato una grinta, una resilienza e una nobiltà d’animo non indifferenti.

E sapete qual è il simbolo della Scozia? E’ proprio il Cardo selvatico, conosciuto anche con il nome più scientifico: Cynara cardunculus. Forte, resistente, coriaceo, pregiato, elevato, elegante e dalle infinite proprietà, soprattutto, depurative.

Il Cardo (Thistle in inglese e Cluaran in gaelico scozzese) non è l’unico emblema della Scozia. Anche il Kilt, il Tartan e la Cornamusa lo sono… persino l’Unicorno lo è! Il Cardo, però, rappresenta più di tutti il carattere e la personalità degli scozzesi che, per antonomasia, vengono descritti come burberi, duri e introversi ma sono invece gioviali e ospitali.

Occorre anche distinguere gli Highlanders del 1700 con quelli di oggi. Dico questo perchè, riferendomi ancora alla serie di cui vi parlavo prima, tratta dai romanzi di Diana Gabaldon, sono proprio questi due periodi che vengono contemplati, laddove, alcuni dei protagonisti si trovano a compiere traumatizzanti – salti nel tempo -.

Nel XVIII secolo, i Caledoni feriti nell’orgoglio apparivano cinici e rabbiosi e, ironia della sorte, il Cardo è un ottimo elisir per il Fegato, organo nel quale, secondo studi orientali e spirituali, ha sede l’emozione della rabbia. Ma il Cardo non contiene solo sostanze depurative, antiossidanti ed epatoprotettive che si possono assumere a livello alimentare poiché si tratta di una pianta edibile. Il Cardo è proprio la protezione fatta a fiore! Esatto, questo è il suo più grande significato! Le sue spine difendono e si dice anche che siano la rappresentazione dell’Anima in terra.

In Valle Argentina persino le nostre Bazue (Streghe) hanno paura delle spine, infatti, un tempo, sulla porta di casa venivano appesi mazzi di Ginepro, pianta dagli aghi assai acuminati, o dei Cardi.

Come ormai sapete, le leggende appartenenti alla mia terra sono rivolte quasi tutte alle Streghe, invece, nell’antica Caledonia, ce n’è una che riguarda proprio il Cardo! Si tratta del mito del “Cardo Guardiano” e narra di quando la Scozia venne invasa dai Vichinghi norvegesi. Forse si fa riferimento alla Battaglia di Largs del 1263.

I Norreni, a piedi nudi, tentarono un’incursione notturna per sorprendere gli scozzesi addormentati ma, questi ultimi, vennero svegliati in tempo per difendersi proprio dalle grida di uno dei Vichinghi che calpestò dei Cardi. Grazie a questo fatto gli scozzesi vinsero la battaglia respingendo il nemico e, da allora, la pianta divenne simbolo, anche araldico in seguito, di difesa e potere.

Non solo! Il suo bel fiore viola venne persino inciso sulle monete! Oggi è addirittura emblema dell'”Antichissimo e Nobilissimo Ordine Cavalleresco del Cardo”.

Il viola dei suoi sottili petali è il colore legato alla magia e alla spiritualità, mentre il verde del gambo e delle foglie è invece associato al trionfo e al rinnovo, nonché alla resurrezione.

Forse, per una strana coincidenza che parla proprio di morte e rinascita, ho potuto fotografarli attorno ad una pietra sacrificale, come potete vedere nell’immagine qui sopra. Si tratta di un grosso masso che si trova nel Ciotto di San Lorenzo, in Valle Argentina.

Inoltre… lo sapevate che, in tempi antichi, questo fiore era usato per cardare la lana? Ebbene sì, infatti, l’operazione che permette di districare la lana, per pulirla e prepararla alla filatura, si chiama proprio cardatura e questo termine è legato al Cardo che, grazie alle sue grosse e resistenti spine, era utilizzato come un pettine. Oggi, si usano spazzole con denti durissimi e sono chiamate cardatori.

Che altro dire di questa meraviglia della Natura che io rosicchio sempre volentieri? Ha virtù digestive e disinfiammanti ma è anche ricco di vitamine, come la E e la C, e sali minerali. Ecco perchè son sempre in forma!

Bene Topi, non mi resta che salutarvi e augurarvi buone scorpacciate di Cardo selvatico. Io vi lascio sgranocchiare i suoi gambi perchè devo andare a scrivere un altro articolo per voi! Attenti a non pungervi! Squit!

La foto della locandina del film è stata presa da Amazon

2 pensieri riguardo “Il Cardo selvatico – spirito nobile e caro guardiano

  1. La serie televisiva non la conosco ma il cardo si, è una semplice e bellissima pianta che tante volte ho veduto in campagna, le hai dedicato proprio un bel post, cara! Un bacione a te.

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