Chi già conosce il luogo nel quale vi porterò oggi non mi crederà se dirò che… sì… sono salita con la Topomobile passando da Castellaro!
Dico questo, Topi, perchè si tratta davvero di uno sterrato tremendo che non è possibile percorrere con qualsiasi auto e nemmeno con tutti i fuoristrada. Cioè… non è una strada è un Gruviera! Attenzione dunque! A meno che non abbiate voglia di zampettare (o di bici) e, se così fosse, non vi resta che raggiungere la Chiesa della Lampedusa, oltre il paese di Castellaro, e proseguire verso Monte Follia (1031 mt).

Il valico di San Salvatore, presieduto dall’omonimo Oratorio, è un punto panoramico molto importante per gli appassionati di trekking e Mountain Bike, poiché lo si ritiene uno snodo che rende possibili diversi percorsi, anche ad anello, che collegano la Valle Argentina con la Valle di San Lorenzo e la Val Carpasina.
Tra l’altro, mi premunisco subito di dirvi che, salendo da San Lorenzo, più precisamente da Boscomare, la strada è decisamente più bella e facilmente percorribile, anche con le quattro ruote. Tuttavia non è asfaltata. Salendo invece da Pietrabruna, così nomino tutti e tre i tragitti, si presenta di nuovo uno sterrato poco simpatico.

Ma andiamo con ordine. Mi godo intanto il bellissimo panorama da dietro il Santuario della Madonna di Lampedusa, dal quale posso vedere tutta Taggia e tutta Arma, laggiù, sul mare, nonché, il viadotto dell’A10 che sembra quasi una grande porta della Valle.

Ovviamente non posso non mettervi anche una foto di questo splendido e maestoso Santuario, presso il quale potrete trovare ombra e una zona giochi per i Topini.

Poi, proseguendo tra Corbezzoli e Robinie, si può beneficiare di anfratti ombrosi e della freschezza delle acque del rio che accompagna la carrareccia.

Continuando a salire per questa via chiamata – Strada Provinciale 50 – ci si ritroverà tra il Monte Sette Fontane (781 mt) e il Monte Follia. E sarà proprio seguendo la direzione di questo monte che si arriverà all’incrocio capeggiato dall’Eremo, poco sopra i 700 mt d’altitudine. E, comunque, non si può sbagliare, basta seguire il cammino.

Eccomi arrivata Topi! Non vedevo l’ora! Il tempo di riprendermi dai sobbalzi che ho subito dentro la mia Campagnola e torno ad essere la vostra Topina. Ora, mi sento più come la pallina di un flipper.
Sono curiosa, voglio subito ammirare questo piccolo tempio in ogni suo angolo. Salgo qualche gradino per sbirciare dentro a quelle mura vetuste.
E’ una chiesetta campestre bellissima, di forma rettangolare, risalente, pare, al XV secolo, famosa per gli antichi affreschi presenti sui muri interni ma, oggi, ahimé, quasi del tutto deteriorati.

Sempre all’interno è ancora visibile un piccolo altare in pietra e, su di lui, la statua di una Madonnina e un crocifisso.
Ai lati del pavimento in pietra e cemento, negli angoli più bui, è cresciuta un po’ d’erba e il muschio riveste la parte bassa delle pareti.

Le travi del soffitto, in legno scuro, invece, sembrano nuove. Al di sopra di queste travi, le tegole color vermiglio del tetto rendono unico questo piccolo Santuario.

Nonostante l’Oratorio sia bello e interessante da osservare, è fuori che si manifesta la vera magia. Un panorama mozzafiato mi lascia senza parole. Posso vedere la vallata Imperiese e i borghi di Pietrabruna, Boscomare e Civezza. Più lontano ancora Torrazza e tutto il mare blu che incanta.

Blu, esatto, un magnifico blu! Mi soffermo sul suo colore, che sembra abbracciarmi, poichè alle mie spalle, invece, sono circondata da un altro mare ma… rosa! Una distesa di fiori di Cisto, con i loro delicati petali che fremono al vento, mi avvolge.

Semplicemente stupendo Topi! Assolutamente da vivere!
Questa chiesetta è contornata dalla tipica vegetazione mediterranea che, qui, abbonda. Arbusti sempreverdi e piante sclerofille dipingono di verde questo angolo di paradiso. Le rocce rendono arido il terreno, soprattutto durante le estati torride, ma questa flora coriacea persiste e la sua presenza crea l’Eden nel quale mi trovo.

Sono però molto belli anche i piccoli prati che colorano questo valico, sui quali ci si può rilassare prendendo il sole e percependo profumi selvatici e aromatici.

Osservandoli giro attorno al piccolo edificio religioso.
La parete posteriore si affaccia su una di queste radure e mostra un capochiave e una targa sulla quale sono segnate una data e delle iniziali “5 = 9 = 1986 R = G”. Se non erro, proprio in quegli anni, questo Oratorio subì un significativo restauro.

Forse questa data indica l’inizio dei lavori o intende ricordare un dramma avvenuto a causa del crollo del porticato? Mi auguro proprio di no.
Continuando a zampettare attorno a quelle pietre ritrovo l’incantevole panorama e, nonostante io l’abbia visto pochi secondi prima, è come rivivere di nuovo una sorpresa!

Se invece continuassi a salire, dopo il Monte Follia, potrei raggiungere anche il Monte Faudo (1149 mt), cima assai nota nella mia Valle e riconoscibile ovunque vista la presenza di diversi ripetitori sulla sua vetta.

Ma oggi non andrò fin lassù. Salgo di poco solo per poter fotografare l’Oratorio di San Salvatore da ogni angolazione e godere della Natura che c’è qui.

Noto la presenza di alcuni resti che, vista la loro forma, ancora circolare, credo possano appartenere a quella che veniva chiamata Casella, ossia un antico riparo utile a diversi scopi. Regna su un’altura e, da qui, si amplia ancor di più il panorama.

E’ troppo bello Topi! Pur non essendo a chissà quanti metri d’altitudine, questo luogo offre un’apertura così vasta che è davvero incredibile.

Ora, dopo aver goduto di questo paradiso, devo ritornare in tana e posso scegliere se ridiscendere da dove sono salita o passare dalla vallata di San Lorenzo. Io ripasso per la medesima via, questa volta, ma voi potrete fare l’anello volendo.

Mi guardo così anche il mare davanti ad Arma di Taggia e ulteriori sfumature di verde sui colli.

Saluto tutta questa bellezza, saluto anche voi cari Topi e mi rintano ma, mi raccomando, continuate a seguirmi e se decidete di vivere anche voi la Topo-avventura che vi ho appena descritto, fatemi sapere se vi è piaciuta e quale sentiero avete scelto di percorrere.
Uno “Squit!” tutto per voi!
Che panorami da lassù, una vista straordinaria sulla valle e tutte queste antiche testimonianze lungo il percorso, davvero una bella gita, mia cara. Quelle distese di fiori poi, lo sai, mi incantano. Un bacione, buona giornata Topina!
Mi fa piacere suscitare in te queste emozioni, grazie sempre Miss! E… sì, quei fiori, così tanti, sono proprio uno spettacolo!