Il luogo, poco fuori la mia Valle, nel quale vi porto oggi è conosciuto con due nomi: Case Valloni o Località Martinazzi.
Salirò sopra Ventimiglia, su per la zona di San Secondo, e andrò a vedere un antico nucleo di abitazioni, oggi abbandonate, tra le quali, però, sembra esserci ancora un cuore palpitante.
Un luogo magnifico e dall’atmosfera davvero suggestiva Topi! Seguitemi!

Ventimiglia si gode il caldo sole di questa bella mattinata di inizio primavera.
Salgo percorrendo i curvoni asfaltati di una ripida salita, poi, la via inizia a restringersi e, lasciate le ultime villette, mi inoltro in un sentiero circondato da un fitto bosco.
La prima cosa che mi colpisce è una parete rocciosa che sembra di tufo, nella quale posso notare quello che appare come un vecchio scolo delle acque, ottenuto scavando questa pietra.
Il tragitto, da qui, sarà abbastanza breve, circa 30 – 40 minuti. Tuttavia, si rimane ben lontani dai servizi della città e, in questo punto, non possono passare topomobili, perciò penso alla tempra di chi qua viveva e coltivava.
Ancora oggi, la gente del posto, ricorda con affetto il signor Sergio Nardi che qui ha vissuto, come ultimo abitante rimasto, fino a qualche anno fa.
Si tratta di un sentiero pianeggiante che tutti possono percorrere e che resta all’ombra per alcuni tratti, per altri, si lascia baciare dai raggi del sole.
Dopo una curva vengo accolta da un prato di Pervinche che, con la loro capacità di strisciare e arrampicarsi, hanno invaso questa zona rendendola fiabesca.

La casa più grande di questo piccolo borgo s’innalza lì, davanti a me, e sembra quasi un castello.
Un portico, le scalinate, gli archi… è super affascinante, silenziosa e circondata da una natura florida.
Con rispetto, di chi qui a vissuto, desidero guardare questa grande tana anche al suo interno con la speranza che pavimenti e gradini mi reggano… ma son piccina, dovrei farcela senza problemi, peso quanto una Castagna.

E’ il silenzio a farmi compagnia tra queste mura solitarie e disabitate ma, nonostante tutto, si percepisce l’atmosfera di una vita passata ancora piena.

Entro in cucina e poi rimango in una specie di anticamera.
Ci sono ancora alcuni mobili che raccontano il passato e il vetusto pavimento è impolverato. Ci sono porte da aprire e una di queste mi conduce all’interno della camera da letto dove ancora posso notare il letto matrimoniale (dalle misure più ridotte rispetto a quelli dei giorni nostri) e delle mensole.
Esco salutando questa dimora che si è lasciata ammirare nei suoi angoli più intimi e m’intrufolo in altre case, ove è possibile.
Sono tutte in pietra e con tante finestre.

Scantinati, altre camere, usci… tutto qui era vissuto e, a testimoniarlo, ci sono ancora diversi oggetti sparsi qua e là.
Un comignolo è caduto e la natura lo ha accolto.
I prati che circondano questi ruderi sono puliti e a terrazza. Credo di non aver mai visto così tanti fiori tutti assieme! Una meraviglia che incanta.

Ci sono Anemoni, Iris, Acetosella ovunque… ma anche Aglio, Timo e Asparagi selvatici. Hanno colori forti e vivaci.

L’aria profuma di erbe aromatiche e gli Insetti si mostrano vispi e golosi.
La pace regna sovrana e mi accomodo su uno spazio erboso per godermi ancora questo incantevole contesto.
E’ piaciuta anche a voi, come a me, questa località Topi cari? Allora non vi resta che venire a visitarla dal vivo.
Lasciate tutto così com’è, mi raccomando, la bellezza di questo posto è colma di ricordi e ogni pietra, ogni singolo filo d’erba, ogni ragnatela è pronta a raccontare di un passato ancora percepibile. Serve solo ascoltare.
Ora però torno nel mio bel Mulino, in Valle Argentina, perchè devo scrivere un altro post per voi!
Vi mando un grande “Squit!” e vi aspetto per la prossima avventura!










