Sicuramente, tra i vari Santuari dedicati alla Madonna di Laghetto, antica località di pellegrinaggio vicino a Nizza, questo è il più grande e importante.

Tempo fa, vi parlai di altre Chiese dedicate alla Madonna di Laghet ma situate nella mia Valle. Una è a Perallo, conosciuta anche con il nome di “Oratorio di San Giuseppe di Stornina” e l’altra, invece, è ad Arzene.
Immaginatevi dunque la mia emozione nel visitare oggi il Santuario più sontuoso e più noto a portare questo nome. Come a sancire una comunione con la Valle Argentina.
Raggiungo La Trinité, in Provenza, vicino a Nizza e dopo essere uscita dall’Autostrada percorro Rte de Laghet che mi conduce dritta al Santuario.

La prima cosa che spicca, in alto, e non si può non vedere è la brillante statua, in oro, che rappresenta la Madonna col Bambin Gesù, in cima al campanile decorato.

Ad accogliermi nel piazzale c’è un quad nero e molto sportivo, ricoperto di croci e bandiere francesi e spagnole. Ci sono anche degli alberi che regalano una ben gradita ombra, in questo periodo, e due fontane ai bordi di una nicchia.

La più grande riversa la sua acqua zampillante in un piccolo laghetto abitato da delle Carpe. Il vivace stagno si trova ai piedi di un’altra statua della Madonna. Bianca, questa volta, e circondata da piante acquatiche.

L’altra fontana, invece, con due sbocchi, consiglia ai pellegrini di dissetarsi da questa fonte pura, “il tesoro della Vergine”, che discende direttamente dalle alte vette dei monti.
Le monache che vanno avanti e indietro, indaffarate, nei pressi delle fonti, sono vestite di bianco con il velo nero. Dovrebbero essere, se non erro, le Carmelitane scalze.
Qui, nella piazza, c’è anche un bel negozio di souvenirs e, come potrò vedere entrando, sono diverse le figure religiose ad essere venerate: San Michele, la Maddalena, Gesù, Santa Teresa, San Giuseppe, etc…
Ma, adesso, appunto, voglio proprio entrare.
Sotto al portico che conduce all’entrata principale, una candida lapide in marmo è dedicata ai bambini morti durante la Seconda Guerra Mondiale e, proprio in questo punto, si possono lasciare offerte o acquistare ceri da accendere una volta dentro.

La figura della Madonna miracolosa di Laghet si identifica bene grazie alla sua forma triangolare data dal vestito e dal mantello che viene spesso rappresentato azzurro e puntinato di stelle. La si nota subito, appena si varca l’uscio, circondata da tantissime candele, fiori e luci.

Cosa mi colpisce di più, però, sono gli ex voto. Io ho visitato diverse Chiese nella mia vita ma mai mi sono ritrovata davanti a così tante suppliche e ringraziamenti. Ce ne sono davvero tantissimi, diverse migliaia e, alcuni di questi, sono talmente stupendi da essere ritenuti monumenti storici.

A livello di realizzazione sono uno più bello dell’altro, delle vere opere d’arte. Quanta cura, quanta devozione, quanto amore in queste preghiere che sono state accolte! Tutte le pareti sono ricoperte di foto, disegni, ricami, incisioni… e non mancano nemmeno i fiocchi nascita, rosa e azzurri.

Una riconoscenza che lascia incantati. Quante storie tra quelle mura. E’ come se ancora avessero vita, ma fortunatamente, in una ben sperata risoluzione.

Pensate Topi che, questi ex voto, sono talmente tanti che hanno dovuto aprire persino un’ulteriore esposizione al di fuori di Notre Dame de Laghet.
L’energia è incredibilmente potente e la percepisco percorrendo tutto il corridoio che gira attorno alla cappella interna, più intima e buia.

E’ un corridoio che forma un quadrato nel quale vedo anche diverse statue di personaggi che riconosco, i quali vi ho nominato prima. E’ illuminato da grandi finestroni che lasciano passare i raggi del sole e l’atmosfera è davvero suggestiva.
Zampetto su un pavimento lucidissimo che mi sembra in cotto e il soffitto è bianco e a volte.

Eccolo, c’è anche lui girato un angolo: l’Arcangelo Michele che, con la sua potente spada, tiene bloccato il male sotto di lui. Si tratta di una bella statua in bronzo.

Di domenica recitano la messa in un’area coperta ma laterale e più esterna, poiché la cappella è troppo piccola per contenere tutti i fedeli. Ciononostante, regna un silenzio inverosimile.
Svolto ancora per entrare nel cuore di questa struttura. Il piccolo tempio, nucleo del Santuario.
Riconosco subito la sua entrata vedendo un portone enorme, in legno. E’ decorato con intagli circoscritti da dei quadrati.

Infilo il muso, non c’è nessuno, che bellezza! Posso godermi questa meraviglia con calma.
E’ a navata unica, molto lussuosa, con rifiniture in oro.

Il pavimento dove poggiano panche di legno lucido è a scacchi bianchi e neri ma è il soffitto che incanta. Angeli, fiori, fiocchi e ghirigori mostrano un capolavoro e al centro del soffitto c’è lo stemma di Maria. L’architettura barocca ha dato il meglio di sé in questo luogo riservato e accogliente.

Mi dirigo verso due colonne con capitelli dalle forme curve e sinuose e noto la teca di una piccola figura. E’ chiamata la “Santa Bambina”, cioè Maria da piccola e, grazie a lei, diverse suore, verso la fine del 1800, hanno ricevuto poderosi miracoli.

Un piccolo passaggio porta in una zona che racchiude diversi confessionali. Anche le pareti di questa stanza sono tappezzate di omaggi che offrono gratitudine..

L’organo è meraviglioso, come tutto il resto d’altronde, e lo ritrovo sulla mia testa voltandomi per avere un’altra prospettiva di questo luogo evocativo.

Starei qua ancora ore. Bisognerebbe ammirare tutto lentamente, centimetro dopo centimetro. E’ tutto una ricchezza. Un’unica, incredibile, opera d’arte. Ma ho ancora una cosa da mostrarvi Topi: la Cripta! Venite con me, dobbiamo scendere!

Uscendo mi imbatto anche nella statua di uno dei Papi più amati, Karol Wojtyła, ossia, Papa Giovanni Paolo II che osserva tutti con il suo solito e inconfondibile sorriso.

Ma eccomi davanti alla scalinata in ardesia che mi porterà in un luogo ancora più intimo di quelli che vi ho mostrato finora.
Probabilmente, qua sotto, sgorgava una sorgente miracolosa che ha fatto sì che venisse edificato questo Santuario Mariano. Usciva proprio da queste rocce che vedete attorno alla statua della Vergine. Sì, un’altra statua dedicata a Maria, questa volta in bianco, azzurro e oro.

Un tempo, qui, c’era solo una piccola chiesetta. Negli anni, questo edificio, è stato restaurato e modificato più volte ma, intorno alla metà del 1600, iniziò a prender forma quello che possiamo visitare oggi. Un Santuario assai amato anche dai Liguri di Ponente, tenendo conto che fino alla metà del 1800 tutta questa zona era italiana.

Gli inginocchiatoi sono consumati come le mattonelle color vermiglio. Chissà quante persone si sono inginocchiate a chiedere una grazia.

E ancora altri ex voto. Un’infinità. Ovunque, per tutta la galleria.
In un angolo, in alto, ci sono persino delle stampelle e dei bastoni. Un tempo c’erano anche delle protesi che oggi sono state spostate.

Oltre a questi riconoscimenti ci sono anche dei blocchetti di carta e delle penne per scrivere la propria preghiera da lasciare in un punto del tempio. Anche qui sotto sono diverse le figure alle quali poter affidare la personale invocazione.

Prima tra tutte, Santa Maria Maddalena che sorregge una croce, di una bellezza incredibile.
Ed è proprio con lei che voglio concludere questo post.
Che ne dite Topi? Vi è piaciuto? Ora, non vi resta che andarlo a visitare dal vivo. Io, invece, devo correre a scrivere un altro articolo per voi! Fatemi sapere, se siete già stati a Notre Dame de Laghet, che sensazioni avete avuto!
A presto, la vostra Pigmy.