Per accedere al Centro Storico di Taggia, imboccando Via Salvatore Revelli, si deve passare sotto ad una delle antiche Porte principali del Paese.
E’ la Porta che divide Via Revelli da Via Lercari, la quale conduce al cuore di questo borgo che è una delle prime tappe della Valle Argentina.
Vi sto parlando di Porta dell’Orso.
Via Revelli è una strada lunga e tranquilla che permette di vedere Taggia da una zona rialzata della città.
Da qui si nota anche il viadotto dell’Autostrada che sembra un sipario aperto sulla Valle.
Dietro di lui, i miei amati monti.
Da questo punto parte Salita San Domenico che conduce al Convento e al Museo voluti dal Padre Domenicano Cristoforo da Milano. Strutture assai note in tutta la Liguria del Ponente e non solo.
Il selciato della salita mi fa notare che io sto invece zampettando sull’asfalto in questo momento ma, più tardi, il suolo cambierà.
Porta dell’Orso si presenta davanti a me facendomi sentire piccolina. Sì, è vero, lo sono, ma lei è davvero bella alta e, in questa epoca, è stata pitturata di un rosa molto pallido.
Si tratta di una Porta risalente al 1540.
E’ la Porta dalla quale si passa arrivando dal mare, poiché non è l’unica del paese.
Porta dell’Orso è famosa per non aver ceduto all’attacco dei Corsari Barbareschi nel 1564, come riporta la targa che la descrive. Un’ulteriore ricerca mi fa scoprire che pare essere stato il Comandante Antonio Arnaldo fu Bartolomeo, assieme ai suoi uomini, a difenderla.
Diverse sue caratteristiche, ancora presenti, come il modello stesso e i confini, la rendono appartenente alla Repubblica di Genova ma una delle sue più curiose qualità è in risalto nella terminazione alta, detta a cimasa, che ne arricchisce l’estetica e ne corona l’architrave.
Porta dell’Orso introduce a Via Lercari e, proprio qui, inizia una pavimentazione diversa, dove antichi sampietrini sono ordinatamente disposti.
Da qui s’intravede, giù in fondo, il campanile del Santuario della Madonna Miracolosa e sembra di ammirare una cartolina.

Via Lercari mette in bella mostra tante particolarità come traverse o architravi in ardesia, finemente scolpita. Ma è possibile ammirare anche molti portoni in legno e piccole fontane come questa risalente al 1925.
E’ da qui, nei pressi della Porta, che prende vita uno dei carrugi più tipici e suggestivi del paese: la sottile Via Spagnoli, nella quale, case alte e strette formano una specie di corridoio all’aperto.

Girandomi indietro posso osservare la parte interna della Porta Monumentale che sono venuta a visitare oggi e sarà proprio ripassando sotto di lei che tornerò alla tana.
Il suo stile è definito Barocco e, pur essendo uno degli accessi principali del Centro Storico, è sita in una zona abbastanza tranquilla.
Appena ricomincia Via Revelli, per qualche metro ancora, si possono notare le antiche mura, poi non più. Il passare dei secoli, la loro distruzione e la natura che ha preso il sopravvento, hanno cancellato il passato da qui in avanti.
Questa di oggi è stata una gita breve ma molto affascinante e interessante, che mi ha portata indietro nel tempo. Un tempo sancito da guerre e battaglie, da strategie e forze per difendere il proprio territorio che ancora oggi, noi, possiamo vivere.
Ripasserò sicuramente sotto questa imponente e monumentale soglia ma ora vado a scrivere un altro post. Voi continuate a seguirmi!
Vi abbraccio, la vostra Pigmy.







Quanta storia antica nelle località della nostra Liguria. La porta è magnifica e il centro storico di Taggia mi sembra ben tenuto e curato come si deve, poi mi sento a casa a vedere quegli archetti, lo sai! Grazie della bella passeggiata, buona serata!
Lo so lo so Miss 🙂 Sia la porta che il centro storico sono molto affascinanti, sia da un punto di vista estetico che storico. Ti ci porterò ancora in questo borgo, stanne certa, ne vale davvero la pena 🙂 Grazie sempre e auguri di buone feste anche se in ritardo :-*
Anche a te cara, grazie!