Au Runzimò – luogo aspro di Aquile reali e silenzio

Topi, oggi, zampe in spalla che dobbiamo arrampicarci!

Ebbene sì, vi porto in una zona della mia Valle che s’inerpica parecchio. Io ci sono stata diverse volte ma l’ultima volta che sono andata c’erano neve e ghiaccio quindi è risultato ancora più difficoltoso il cammino.

E’ però davvero bello essere lì. Luogo di prede e predatori. Luogo di Lupi e Aquile reali. Di Caprioli e Lepri. Luogo in cui gran parte della Valle Argentina si mostra in tutto il suo aspro e severo splendore.

Devo però subito avvertirvi che, per giungere sin qui, serve superare la sbarra sopra Corte, in auto, e arrivare in zona Loggia, perciò, se non avete la chiave della sbarra dovrete zampettare parecchio.

La sbarra si trova dove si sosta anche per raggiungere la parete di arrampicata.

Io salgo con la Topomobile per la sterrata larga e pulita, supero la Chiesetta di San Bartolomeo, che se ne sta qui sola e silenziosa, e raggiungo un bivio.

Questo bivio è chiamato: Passo di Parma.

Arrivati al Passo di Parma devo svoltare a destra per conquistare la zona chiamata “Loggia” che vedete nell’immagine qui sotto.

Una volta arrivata in Loggia attraverso il rio e mi dirigo verso Rocca delle Penne ma andrò più su di questo grosso sperone roccioso.

Andrò dove Roveti e scaglie di Ardesia rossa traggono facilmente in inganno. Vi consiglio di indossare abiti antistrappo. E fate attenzione, poiché è un percorso per veri Topi Jones.

Attenti anche alle pietre, non fidatevi, sono scivolose, soprattutto dopo la pioggia o in presenza di umidità.

Salgo in su, arrampicandomi letteralmente, per queste creste.

Ora, non voglio passare per una rompinoccioli ma dovrete fare attenzione anche ad un’altra cosa: i ciuffi d’erba, soprattutto in discesa, al ritorno.

In questi luoghi e in questi periodi, i ciuffi d’erba possono intrappolare le zampe o nascondere buchi ottimi per prendere delle storte alle caviglie, vista anche la pendenza.

Inoltre, nel mentre, per non perdersi interessanti indizi, serve controllare bene il terreno perchè, con la neve, il suolo, si trasforma in un libro da leggere.

Queste che vedete nell’immagine qui sotto, ad esempio, sono orme di Cinghiale.

Il Cinghiale si differenzia da altri ungulati perchè, solitamente, lascia l’impronta dei due speroni laterali attorno agli zoccoli. Potete vederli nei cerchietti rossi.

Ma si notano bene anche le tracce di Lepre.

Le sue impronte a Y sono inconfondibili e le sue fatte sono delle palline.

Continuando a salire, con un po’ di fatica, raggiungo un pianoro che, in realtà, così pianeggiante non è, ma mi permette di fermarmi e osservare la meraviglia che mi circonda.

Attorno a me ci sono molti massi di varie grandezze e pare siano proprio loro a dare il nome a questa zona: “Runzimò”. Come a indicare, appunto, pietre o pezzi di pietre. – Rimasugli pietrosi – insomma.

L’occhio però vede anche ben altro.

Subito sopra di me, i Prati di Corte si palesano in tutta la loro bellezza e mi sembra di sentirmi abbracciata da quella conca alla quale sono molto affezionata. Mi sembra di essere in una culla.

Sopra di loro, i monti della Catena del Saccarello, dal Monte Frontè al Monte Monega, sono ricoperti di neve e incorniciano questo luogo silenzioso. Noto bene anche Cima dell’Ortica e Poggio Fearia.

Posso assicurarvi che la neve, quest’anno, non manca lassù.

Al di sotto della zona ricoperta di bianco, riconosco l’inizio della Gastea, un punto che sovente visito durante i miei giri per la Valle e che posso raggiungere anche dal Passo della Mezzaluna.

Se invece mi giro verso Sud Ovest posso ammirare Rocca della Mela e la via dei Bareghi, alla mia destra, verso la Leca.

E’ davvero piacevole stare qui, anche se, devo essere sincera, preferisco questo luogo in estate pieno di fiori, come i Narcisi e i Botton d’Oro e di erba che colora con un verde sgargiante.

In qualsiasi stagione però, potete starne certi, in questo cielo amano volare rapaci di ogni specie ed è incantevole ammirarli mentre sorvolano questo angolo di mondo.

Bene Topi, non mi resta che salutarvi, anche perchè qui, adesso, ne ho qualche minuto a scendere e devo poi correre a scrivere un nuovo articolo.

Perciò vi saluto e vi aspetto al prossimo post!

La vostra Pigmy.

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