San Nicolò – punto panoramico

Santa Topa come mi piacciono i punti panoramici Topi!

Da un solo luogo posso vedere molte zone del mio amato mondo.

E, quello in cui vi porterò oggi, ne vale davvero la pena offrendo una visuale meravigliosa su una bella fetta della Valle Argentina.

Vi condurrò in cima al paese di Badalucco e potremo vedere tutto il borgo dall’alto ma, da qui, si può ammirare anche Montalto Ligure e il Carmo di Brocchi, nonché, una parte del Torrente Argentina che attraversa la mia Valle.

Per osservare tutto questo dobbiamo salire fin su, all’antico Oratorio di San Nicolò che, nell’immagine qui sopra, potete vedere sul promontorio in cima al paese, illuminato dai faretti notturni.

Parcheggio la Topomobile dal vecchio Asilo Roi, nel posteggio di Via Giuseppe Verdi di fronte alla Farmacia e, dopo aver attraversato il fiume e i laghetti, imbocco il primo carrugio che trovo, dedicato al partigiano Antonio Boeri.

Qui vengo accolta da diversi disegni e scritte su piastrella che rappresentano la favola di “Alice nel paese delle meraviglie” e mi ritrovo in un angolo pittoresco, ricco di piante, vasi colorati e statuette.

Girando subito a destra, mi avvio per “Salita Monte Ceppo” e inizio a salire.

Dopo pochi metri raggiungo un’edicola della Madonnina e dietro di lei posso già vedere il borgo di Montalto, soprannominato “Sentinella della Valle” o anche “Paese romantico”, il quale, in linea d’aria, rimane proprio davanti al mio amato Carmo che intravedo laggiù in fondo.

Non devo proseguire da qui però, altrimenti andrei a finire nella frazione di Isolalunga e non è lì che voglio andare oggi, nonostante questo cammino, immerso nel verde, sia davvero parecchio suggestivo.

Devo invece girare a sinistra, come a tornare indietro, e prendere Via Magenta che mi mostra anche l’arrivo di salita Boeri.

Tenetevi saldi con le zampe che, a causa del Muschio che c’è per terra, si scivola che è un piacere.

Credo che qui, sopra la mia testa, un tempo ci fosse un campo da bocce, almeno mi sembra, ma ora, quest’area è completamente ricoperta da roveti.

C’è però un’altra area assai caratteristica e dotata di una panchina che si affaccia sul Torrente, permettendo una visuale sulla parte alta della Vallata da godere in totale relax.

Devo salire ancora rimanendo sul sentiero che, da lastricato, diventa ora una distesa di ordinati sanpietrini.

Salgo. Salgo e curvo, ritrovandomi ad ammirare intagli, forse su terra cotta, che rappresentano scorci del luogo.

Badalucco è un borgo pieno di sorprese, ad ogni passo vi suggerisco di guardarvi intorno.

Ad un certo punto, un portico sopraelevato e una statua magra e sottile mi indicano che, salendo qui, a destra, arriverò all’Oratorio e m’incammino.

I gradini sono parecchi e dopo un’altra curva mi ritrovo davanti a due Leoni che fanno la guardia ad un’allegra, bella e curata villa.

Piante e fiori particolari non mancano e colorano vivacemente quei carrugi.

Esco dal paese, percorrendo un sentiero in pietra e posso già notare l’edificio che m’interessa stagliarsi, in alto, davanti a me.

Una bellissima meridiana gialla, anche lei dipinta su piastrelle, mi obbliga a fermarmi e rimirarla, poi, riparto.

Giunta alla base in pietra dell’edificio storico che voglio osservare, circondata da grandi massi e piante spontanee, noto un altro sentiero che porta ai Vignai e al Santuario della Madonna della Neve ma io sono arrivata.

La mia meta era lui. Una geometria interessante. Antiche pietre, una sull’altra, disposte con maestria.

E, proprio qui, sulla Collina che si chiama come il Santuario, posso ammirare la meraviglia.

Guardate anche voi Topi! Non vedevo l’ora di mostrarvi tale bellezza!

Posso girare attorno alla struttura per 360°. Da una parte vedo i tetti di Badalucco che sembrano attaccati tra loro visti da qui.

Le famose “ciappe”, ossia le lastre d’ardesia che li ricoprono, si notano bene.

Anche un piccolo campanile, forse usato molto tempo fa, è ricoperto da un minuscolo tetto molto carino. Dev’essere il campanile della Chiesetta chiamata anch’essa Chiesa di San Nicolò, appena sotto l’Oratorio.

Posso anche vedere la Chiesa principale del paese, il Duomo di Santa Maria Assunta e San Giorgio, con il suo campanile che svetta.

Gli Ulivi sono ovunque e tingono la Valle di un verde chiaro, quasi argentato.

Posso rimirare ancora Montalto e l’alta Valle, avvicinandomi ad una croce in ferro dietro l’Oratorio.

Si tratta di una croce simbolica, eretta su un masso tondeggiante, che riporta soltanto la scritta “INRI” su di lei.

L’Oratorio è una costruzione risalente al XVII secolo che trovo chiusa, apre solo alla festa di Sant’Antonio Abate, il 17 Gennaio, durante la quale vengono date anche delle Castagne ai presenti. Viene festeggiato questo Santo perché, attorno al ‘500, l’Oratorio fu sede della Confraternita di Sant’Antonio e si credeva che quest’ultimo fosse il protettore degli animali della Valle Argentina.

Una pesantissima statua che lo rappresentava, veniva portata in processione e servivano otto uomini per reggerla; oggi è stata sostituita con una di dimensioni più ridotte, custodita all’interno della Chiesa.

Non riesco a vedere dentro. Non ci sono finestre che me lo permettono e i due portoni, assai rovinati, sono ben chiusi.

Un tempo qui sorgevano le antiche mura del Castello dei Conti di Ventimiglia, Signori di Badalucco. Infatti, i vari lavori di edificazioni, trasformazioni e restauri vari vanno dal XIV al XVII secolo in realtà.

Forse fu anche sede dei lebbrosi che dovevano pagare una specie di tassa per potervi soggiornare, rimanendo così lontani dal popolo.

Vedo che alcune pietre, nelle pareti principali, disegnano quelle che un tempo forse erano aperture o portici. Sagome di arcate.

Una panchina, di color rosso sbiadito, mi permette di osservare il panorama in totale relax e baciata dal sole.

Vedo bene Case Ortai, il grande parcheggio, il campo da calcio, il Torrente e tutta la vallata fino al mare.

Sono a 242 mt s.l.m. e dopo essermi arricchita di quiete e bellezza decido di ridiscendere.

Qui, i gradini non sono pericolosi poiché il sole, riscaldandoli ogni giorno, rende il terreno meno scivoloso.

Mi soffermo a guardare la piccola edicola posizionata come a presentare l’Oratorio al quale volgo un ultimo sguardo prima di andarmene. Mi ha davvero affascinata.

Accarezzo quelle pietre che sono spesso protagoniste nella Liguria che vivo.

Scendendo, decido di passare da un’altra via e dopo vari carrugi e altri scalini mi ritrovo in Piazza Duomo.

E’ stata una gita breve ma davvero elettrizzante. Mi ha permesso di immortalare nello sguardo tanta bellezza che non scorderò e, augurandomi di averne regalata anche a voi, proseguo con lo scrivere altri articoli.

Vi abbraccio quindi, alla prossima!

6 pensieri riguardo “San Nicolò – punto panoramico

  1. Ancora una volta grazie per averci portati in gita! Hai detto bene, Badalucco riserva sorprese ad ogni angolo.

  2. Questi paesi così arroccati sono una delle vere anime della Liguria, Badalucco è bellissima e i punti panoramici che ci hai mostrato regalano delle vedute straordinarie, un posto perfetto per una gita. E chissà cosa è racchiuso in quell’oratorio, sarebbe bello che tu riuscissi a visitarlo. Un bacione, buona giornata a te!

    1. Mi hanno riferito che l’interno meriterebbe un restauro e un arricchimento maggiore, se riuscirò ad entrare te lo dirò 🙂 Per il resto hai ragione, questi borghi sono davvero l’anima della Liguria, non potevi usare termine più appropriato, un abbraccio Miss!

  3. Grazie per avermi portata in questo luogo, ci sono stata una volta tanto tempo fa con una persona molto speciale, ora non c’è più… la ricordo ancora con tantissimo Affetto. ✨️ Grazie di Cuore. 💜🙏🏻

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