Il passato contadino di Case Bruzzi

Sono diversi i luoghi di pace nella mia Valle dove il tempo sembra essersi fermato e, oggi, Topi cari, voglio farvene conoscere uno al quale sono molto affezionata.

Vi porto con me a Case Bruzzi!

Mi trovo nei pressi delle pendici del Monte Gerbonte, di fronte al paese di Creppo che, da qui, appare meraviglioso mentre riposa sul pendio della montagna che lo accoglie.

Sono al di là del Torrente Argentina, abbracciata dalla Catena Montuosa del Saccarello, che vedo più su, e da Bric Castellaccio che regna sovrano.

Quelle che oggi appaiono come due stamberghe, non sono solo due casoni in Alta Valle Argentina, bensì, due dimore ancora molto affascinanti.

Sono abbandonate da tempo ma, al loro interno, mostrano tuttora parecchi oggetti di uso quotidiano che riportano ad una vita passata.

Raccontano di una vita agreste, legata alla campagna e caratterizzata da semplicità e contatto con la natura.

I loro scantinati, umidi e freschi, esibiscono spessi soffitti a volte, alcune damigiane, grosse travi in legno e un pavimento di terra battuta.

Il nome “Bruzzi” sembra voler indicare qualcosa di acido e pungente.

Probabilmente chi portava questo cognome era qualcuno dal carattere aspro e severo, proprio in sintonia con la mia Liguria, anche lei brusca e austera, nonostante sia magnifica.

Infatti, un formaggio cremoso, tipico di queste zone, è chiamato proprio “Bruzzo” poiché a identificarlo è un sapore forte e asprigno.

Proseguendo per il sentiero che si trova sotto le mie zampe, davanti alle case, andrei incontro a monti molto conosciuti, come quelli della zona di Marta, il Grai e il Vallone del Negrè, ricoperti di ghiaccio e Larici.

Sono i monti che dividono la mia Valle con la Val Nervia e la Francia.

Al di sotto, infatti, scorre proprio Rio Negrè, nutrito dalla neve che si scioglie al sole e osservato dall’alto da Carmo Gerbontina.

Questo sentiero mi piace molto perchè conduce ad altre località, oggi abbandonate, che vi farò conoscere in futuro e ospita il forno di Case Bruzzi. Un forno, antico, bellissimo, realizzato in pietra e mattoni color vermiglio.

Case Bruzzi, costruite tra le fasce e una natura che oggi si è impossessata di queste dimore, sono il tipico esempio della vita pastorale e contadina di qui.

Situate a circa 770 mt s.l.m. si trovano proprio sull’antica via che collega Creppo, nonché tutti gli altri paesi della Valle Argentina, con il Monte Gerbonte utilizzato spesso, in passato, per recuperare frutti del bosco e legname.

A circondarle sono molteplici i fiori, le piante officinali e gli animali che popolano questa zona e, poco sotto di loro, si possono ancora vedere i ruderi di una Cascina Masseria in pietra.

E’ proprio osservando i resti di questa cascina, inghiottiti dall’Edera, che mi rendo conto del magnifico panorama di cui godono Case Bruzzi.

E voi Topi? Le conoscete queste vetuste abitazioni?

Se non le avete mai viste vi consiglio di venire a visitarle anche perchè, proprio da qui, diversi splendidi sentieri vi faranno scoprire una delle parti più selvagge dell’alta Valle.

Osservate gli attrezzi che venivano usati un tempo ma, mi raccomando, lasciate tutto com’è… fermo… da molti molti anni…

Vi faccio stare ancora un po’ qui ad ammirare queste bellezze ma io torno in tana, devo assolutamente scrivere tanti altri articoli per voi.

Vi mando un forte abbraccio!

4 pensieri riguardo “Il passato contadino di Case Bruzzi

  1. Bellissima gita, in particolare mi hanno sempre affascinato i vecchi forni a legna. Grazie come sempre, Pigmy!

  2. Che posto meraviglioso e che testimonianze di antiche fatiche e di vite lontane. E tutto attorno questa natura glorioso e magnifica, grazie della bella passeggiata, carissima, un bacione!

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