L’Arcangelo Michele a Ciabaudo

E’ ben in salita la stradina bianca che porta ad un’edicola bella e interessante sopra l’abitato di Ciabaudo.

Non è la solita cappelletta mariana, bensì, un’edicola dedicata all’Arcangelo Michele e al suo iconico atto del bloccare il male, rappresentato qui da una figura che ha tutte le sembianze di un bel diavoletto.

Questo Angelo, capo di grandi eserciti di Angeli, è qui dipinto in un fulgido color arancio ruggine. Colore del fuoco, del coraggio, del tramonto, preludio di un nuovo giorno… e colore anche dell’azione.

L’azione tenace in grado di cambiare un risultato e un intero destino.

Tutto è già descritto nel nome dell’impavido protagonista: dall’ebraico – Mîkhā’ēl – questo nome, infatti, che più che un nome è un grido, significa “Chi è come Dio!” e, chi è come Dio, si sa, sconfigge il male!

Con la sua lancia acuminata, spesso cambiata in spada, dal manico a forma di croce, tiene fermo il prigioniero. Non lo uccide, lo blocca, ne è il governatore.

Così come l’Uomo dovrebbe riuscire a governare le proprie emozioni negative e non lasciarsi trasportare da esse, come ad essere un tronco in balia delle onde.

Nell’altra mano una bilancia, per soppesare il bene e il male. Michele, divenuto col tempo San Michele, è anche emblema di Giustizia.

Questo minuscolo Santuario, che obbliga ad una sosta per essere ammirato, permette anche di godere di un panorama unico.

Sopra a Ciabaudo, a circa 750 mt s.l.m. si può vedere la Valle Oxentina dei Vignai e persino il mare, laggiù, che bagna le coste di Arma di Taggia e Riva Ligure.

La pace non manca di certo, si sta davvero bene e ci si riposa dopo la salita.

Attorno a me una florida vegetazione mediterranea colora questo luogo di quiete e preghiera. Lecci, Corbezzoli, Brughi e Allori mi circondano e profumano il paesaggio.

Mi trovo a un bivio, potrei continuare in su e raggiungere i Cianazzi e volendo anche Monte Ceppo, o scendere verso San Bernardo e Badalucco. Oppure ancora… tornare in paese, nella tranquilla Ciabaudo che mi attende e della quale vi parlerò bene in un prossimo post.

Ora mi fermo ancora un po’ qui, ad ammirare queste pietre posizionate una sopra l’altra a formare questo piccolo tempio, così come si realizzavano una volta anche le dimore.

Qualcuno lo ha abbellito con un cero e dei fiori ormai essiccati ma la dedizione è palpabile, la si percepisce.

Queste strutture non sono solo le tappe di un percorso ma sentimenti resi concreti da chi, con la fede, ha voluto rendere omaggio al proprio credo.

E voi Topi, l’avete mai vista questa cappelletta? No? Allora una bella, anche se breve, passeggiata vi aspetta.

Io vi saluto però perchè corro a scrivere un altro articolo per voi! A presto!

4 pensieri riguardo “L’Arcangelo Michele a Ciabaudo

  1. Proprio una bella cappelletta e poi così immersa in questa rigogliosa natura è ancor più una meraviglia, merita proprio questa passeggiata, grazie di averci portati con te, cara!

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