Sapete bene Topi che il Monte Faudo (1150 mt s.l.m.) è uno dei monti che racchiudono la mia Valle e lo si nota bene da qualsiasi punto delle mie amate zone ma, oggi, sconfino e vado sul suo versante orientale, ossia dalla parte opposta a quella che vedo solitamente dalla mia tana.
Un mistero misterioso mi affascina e voglio vederci chiaro, perciò salirò sul valico che divide la valle di San Lorenzo, verso Pietrabruna e arriverò alla Cappella di – Santa Brigida del Faudo – sull’omonimo Passo, a quota 460 mt s.l.m. circa.

Sono davvero curiosa, poiché, questa minuscola Chiesa è conosciuta anche grazie ad una leggenda che mette i Topobrividi!
Guardate che carina… e che antica! Ma andiamo con calma che le cose da dire sono parecchie.
Per raggiungere questo punto, aperto e soleggiato nella splendida giornata di oggi, sono passata da Civezza ma, volendo, si può salire anche da Dolcedo, paese, tra l’altro, al quale questo Santuario appartiene.
La vallata circostante si mostra in tutta la sua bellezza concedendo un’atmosfera che ha il sapore di libertà.
Ho raggiunto questo luogo con la Topo-mobile anche se da qui passano e partono diversi sentieri per gli appassionati di trekking, tra i quali, quello della “Strada Balcone” per ammirare le ricchezze del territorio del Ponente Ligure.

Ora, mi direte << Pigmy ma perchè sei dovuta andare fino lì quando una meravigliosa – Santa Brigida – ce l’hai già in Valle Argentina, sopra al paese di Andagna?>>. Ebbene, vi rispondo subito.
Avete ragione ma dovete sapere, cari Topi, che nei pressi della “mia” Santa Brigida, nessun Diavolo ha mai lasciato un’impronta! Ebbene sì, per tutti i pezzi di Gruviera!
E pensate un po’…. l’impronta di un ginocchio addirittura!
Peraltro… difficilissima da scovare! Ho girato in lungo e in largo nei dintorni di questa chiesetta, ho guardato tutte le rocce ma… niente, nessuna forma, nemmeno vaga, di un ginocchio.
Tuttavia ho potuto notare tante altre cose interessanti come, ad esempio, la targa originale, risalente al ‘300, con queste incisioni che riportano lettere e date, nonché la data di quando è stata fatta ricostruire proprio lei, Santa Brigida.
E poi ancora: la Croce di San Giovanni, la Croce di Malta, anche queste scolpite sulla pietra color sabbia e la nota figura rappresentante l’Agnello di Dio.

L’Agnus Dei che ricorda la frase: “Ecco l’Agnello di Dio, colui che toglie i peccati del mondo” e, proprio in questo luogo, il peccato, rappresentato dal demonio, non ha potuto averla vinta.
Secondo la leggenda fu proprio qui, infatti, che Santa Brigida, durante il suo viaggio verso Roma, nella notte del 31 Agosto del 1340, venne tentata da Satana ma riuscì a sconfiggere quelle forze oscure con autorità e determinazione, tanto da far scappare il subdolo istigatore, il quale, nel fuggire, picchiò con il ginocchio contro una roccia lasciandoci il segno.
Ho immortalato tutte le forme concave che ho trovato ma nessuna mi è sembrata quella di un ginocchio.
Secondo voi, questo buco, potrebbe essere la diabolica rotula?
Fatemi sapere la vostra, io continuo a gironzolare attorno a questo bellissimo Santuario e curioso oltre il cancello che lo chiude. E’ affascinante anche al suo interno.

Affreschi e dipinti lo abbelliscono. Secondo recenti studi, alcuni affreschi, purtroppo molto logori, potrebbero appartenere ad un pittore piemontese, un certo Antonio da Monteregale del XV secolo, ma non si sa con certezza il vero. Tuttavia, ultimamente, sono state scoperte altre opere d’arte qui dentro e la Soprintendenza delle Belle Arti della Liguria ha deciso di vederci chiaro prendendosi cura di queste opere.
Sull’altare si riconoscono disegnate le tre croci, sulle quali vennero crocifissi Gesù e i due ladroni, mentre, in un altro dipinto, a lato, si nota di nuovo il Cristo crocifisso con la Madonna in lacrime accanto.
Le nicchie in stile gotico, che si scorgono dall’interno, si possono osservare anche da fuori; sembrano strette fessure. Sbucano in mezzo alle pietre dei muri principali per apparire sotto quello che può sembrare un merletto.

Meglio definirlo con i termini – archetti pensili – come descrive più esattamente la tavola posta sulla parete principale di Santa Brigida.
Al di sopra di questa serie di archi, il tetto in ciappe dona a tutta la struttura un’aria antica e particolare, molto familiare e apprezzata da noi liguri.

La parte esterna è davvero molto carina. La forma semicircolare dell’abside ammorbidisce l’intero aspetto di questo edificio, soprattutto il suo profilo, e i piccoli prati che l’accolgono rendono il tutto un sito nel quale zampettare volentieri.

Ovviamente ho da ammirare tanto anche qui fuori… ad esempio, un bellissimo panorama. Si intravede persino il mare.
Accanto, una piccola fontanella, anch’essa in pietra, è messa in evidenza da un’alta croce in ferro che intende presentare questo piccolo tempio.

E’ stando qui fuori che mi rendo conto di una specie di crepa in uno dei due muri laterali. Ma… no, non è una crepa.
E’ un punto nel quale si riesce a intravedere una grondaia che sembra davvero molto antica, forse è addirittura originale. Una specie di canale di scolo. Sembra in terracotta.

Pensate che questa Chiesa fu ricostruita nel 1425 per volere di due contadini, un tempo detti – massari -, Dominicus Ascherius e Dominicus Sasius ma, in realtà, pare essere molto più antica.
E voi Topi? Conoscevate questo luogo?
Vi è piaciuto? Mi auguro di sì. Ora però devo far ritorno nella mia Valle perchè ho da scrivere ancora un mucchio di articoli!
Vi saluto, a presto! Squit!








Se quel buco è stato lasciato dal ginocchio, da allora Satana cammina zoppo: una botta del genere avrebbe steso un rinoceronte 🙂
Bellissima topogita, Pigmy, come sempre grazie!
😀 😀 😀 mi sa che hai ragione Fabio! Che ridere… Comunque io, altri buchi non li ho trovati 🙂 Grazie a te di venire sempre in giro con me