Grazie alla Provinciale 548, che da Taggia conduce all’Alta Valle Argentina, si raggiunge Agaggio Inferiore e da lì, nella curva appena prima della fine del paese, si sale a destra dal bivio segnalato. Si sale, si sale e si continua a salire. Tornante dopo tornante, sembra quasi di non arrivare mai ma, poco importa, è talmente tutto così bello attorno, che si continua con meraviglia.
Si superano contrade e località, restando sempre circondati dai monti e dagli alberi alti e austeri, fino ad arrivare ad un altro bivio, anche questo segnalato.
Dirigendosi a destra si raggiungerà Agaggio Superiore, mentre, a sinistra, si andrà in Località Cavoi, un rione che in linea d’aria rimane esattamente sotto all’abitato nominato poc’anzi.

Località Cavoi segna così la fine di una strada tortuosa e splendida che porta fino a 700 mt circa s.l.m., costeggiata da un bosco che è casa di Scoiattoli e Uccellini.

In realtà, a chiudere del tutto questa via, è il Camposanto di Agaggio, ma Cavoi è proprio lì, due metri prima, con le sue piante attorno, le sue case in pietra, il suo caldo sole, le sue Zucche e i suoi Kiwi.
Ci sono anche diversi Gatti qui a Cavoi.
Molte case, oltre al rigoglioso orto, godono di un giardino curato e abbellito da damigiane e vasi e, come ad Agaggio Superiore, anche qui, non mancano i fiori che colorano di toni sgargianti, nonostante sia autunno inoltrato.

Anche l’intima edicola di mattoni, color vermiglio, è piena di fiori colorati. Non si lascia abbandonato nulla qui.

La pace regna sovrana mentre zampetto per la via principale superando le poche case. Le uniche a dire il vero.
Attaccate una all’altra formano, al centro, come una piccola corte dalla quale scorgo un sentierino che porta probabilmente ad Agaggio.
Anche alla fine di questo minuscolo abitato, prima del Camposanto, vedo una salita di pietre ed erbetta che so condurmi nella piazza del borgo Superiore, Piazza San Carlo.
Da qui posso vedere persino un piccolo spicchio di azzurro mare.

Non si sente nemmeno il rumore dei miei passi. A terra, molti aghi di Conifera attutiscono ogni suono. Una moquette naturale.
La maggior parte delle dimore sarebbero da restaurare, sono meno accoglienti di quelle del borgo sopra che vi avevo descritto QUI
Sul portone di una di esse, un bel cartello giallo scritto dal “Gruppo Micologico Imperiese – Amici della Natura” educa a un buon comportamento nell’ambiente, per non rovinare il mondo che ci circonda.
In certi punti la vegetazione ha preso il sopravvento e gli alti arbusti ricoprono il Tarassaco a terra.
Anche l’Edera, senza farsi intimorire, si è abbarbicata alle pareti esterne di alcune abitazioni rendendo l’ambiente, oggi, ancora più suggestivo.
In altri punti sono invece le rocce nude e aspre a regnare, limitando la via principale. Sono certa che, in Estate, saranno culla di Semprevivi e Timo.

Vorrei dirvi che sembra di essere in un piccolo presepe ma non voglio utilizzare sempre gli stessi termini per non sembrare monotona, però, Topi, dovete credermi, è come essere in un modellino fiabesco realizzato ad opera d’arte. Credo proprio di avervi passato le sensazioni che provo.

Gli Ulivi mi parlano della mia terra mentre osservo l’infinito.
L’aria si fa un po’ più frizzantina man mano che passano le ore e si avvicina il tardo pomeriggio. Perciò, decido di salutare questo luogo fantastico e far ritorno in tana.

Ma saluto anche voi, Topi cari, anzi… non vedo l’ora di portarvi di nuovo con me.
Vi aspetto al prossimo articolo!





Bellissima gita come sempre. Mi affascinano molto queste vecchie case in pietra anche se capisco che restaurarle comporterebbe una spesa ingente e nessuno o quasi se la sente più di vivere in posti come questi.
Eh già… purtroppo la spesa non sarebbe una cosa da nulla come dici… peccato, perchè sono davvero belle e preziose queste dimore, l’intera località, in particolar modo, sembra un piccolo presepe. Davvero molto molto carina 🙂
Che magnifica natura, così semplice e anche vissuta da chi abita questi luoghi, la foto nella quale si vede lo spicchio di mare in lontananza è di una bellezza commovente! Brava Meg, grazie di portarmi sempre alla scoperta delle bellezze della tua valle, un bacione!
Ne sono lieta! Grazie a te di venire sempre con me! Un bacione! 🙂